Quotidianità – Alla corte di Sua Sanità

Non Superman ma Sua Sanità

Se qualcuno che conosce si frattura, si ammala, trova sulla propria strada qualcosa di così scomodo e intransigente da mandarlo a confrontarsi con un ospedale, gli si attiva istantaneamente la passione mai sopita del salvatore di vite in extremis e, come per Superman, ricorda di avere sotto la camicia la tenuta da supereroe con la S, dove per lui la sfida si chiama Sanità.

Dopo una vita ai margini dell’azione, dove la salute per lui è diventata sempre più una serie di regole autoimposte e non si è mai concretizzata nei confronti di terzi in un intervento di rianimazione, in una asportazione chirurgica, un imbullonamento ortopedico, vede la sfiga altrui come occasione per mettere finalmente a frutto quanto studiato e insegnato in una intera esistenza.

Schnauzer ammaestrato

Per cui, nel momento in cui si palesa la necessità del ricovero di un suo conoscente, lui si attiva con la determinazione di uno Schnauzer ammaestrato: il passo è fermo, lo sguardo è fiero, l’incedere è professionale mentre intervista gli altri operatori ospedalieri nei quali cogliere eventuali inadempienze, imprecisioni, mancanze ad un regolamento che lui conosce a memoria e recita perfino a rovescio, tanta è la passione che anima Sua Sanità.

Il volgo ignorante non potrà mai sapere che a pagina 347 del manuale di primo soccorso, partendo dal basso alla settima riga, viene spiegata dettagliatamente l’esecuzione della manovra di Heimlich, dove a rischio di fratturare le costole del malcapitato, gli si salva la vita dal soffocamento per ingestione di un mezzo kilo di ciccioli con la panna montata.

Superfluo precisare che, lo sguardo attento al respiro altrui, vaga alla ricerca della presenza di sacchetti di ciccioli e bombolette di panna spray, che non si sa mai ci sia qualche costola da fratturare…

Il transito nei corridoi dell’ospedale è come una rimpatriata tra vecchi amici, dove lo sguardo umido accarezza con affetto un carrello portavivande, un elettrocardiografo in corsia, perfino un disinfettante per cateteri, per non dire del catetere stesso, che non immediatamente rimosso dalla operatrice di reparto, causa una domanda seccata tipo “com’è che dopo essere stato rimosso dal paziente è ancora lì?”

Camice splenden

La mistica verbale di Sua Sanità arriva alla labbra con un flusso spontaneo di vocaboli gorgoglianti, di cui conosce a menadito il significato, e ad ogni sguardo adorante sugli oggetti rituali, declama ispirato un rosario di “stetoscopio, divaricatore, sfigmomanometro, saturometro, defibrillatore…” facendo nel contempo impallidire l’estasi di Santa Teresa di Berniniana fattura.

Esegue tutto ciò con la professionalità di un sanitario di lunga esperienza, e prosegue nella propria opera fino a quando il fattore imprevisto non lo richiama all’ordine della propria mansione effettiva.

Volontari del soccorso

Il gracchiare della radio alla cintura comunica agli equipaggi delle ambulanze disponibili in zona di intervenire sul luogo di un incidente stradale a poca distanza dall’ospedale, e Sua Sanità è costretto a rientrare nel proprio ruolo di volontario del soccorso, ad indossare la meno splendente, ma altrettanto importante giacca della Croce Rossa e a ritornare ad essere un “fornitore” della materia prima con cui gli ospedali si alimentano: i pazienti.

Nessuno tra i mortali ha visto il camice bianco da Sir Galahad, scomparso tra i sogni del volontario, ma ognuno di quelli che lo conoscono sa che la passione di Sua Sanità si estende alla serie completa di E.R. piuttosto che agli intrighi di Grey’s Anatomy o Un Medico in corsia, alla perenne ricerca di una credibilità attraverso la quale far riconoscere al mondo che “la Sanità non è necessariamente alla portata di qualunque cazzone con un diploma da infermiere o da medico, ma è la vocazione che conta, il resto si impara”.

La sirena dell’ambulanza ricomincia finalmente il sogno: per combattere i disastri combinati da Sua Fatalità, Sua Sanità sta arrivando al galoppo, il camice nel sogno è indossato e il bisturi splendente brilla nel sole.

Su quelli che in sua compagnia vedranno l’ospedale, si stende l’alone di professionalità salvifica che emana dalla divisa rossa: c’è qualcosa di bianco e luminoso dentro la giacca del volontario, chissà cos’è…

Buona giornata

L’impertinente

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