Quotidianità – La bacchetta di sambuco

bacchetta di ambuco

Alla affannosa ricerca di qualcosa in grado di svolgere le incombenze più fastidiose al posto mio, mi sono imbattuto nei prodigiosi poteri della bacchetta di sambuco, nei quali confida Harry Potter e prima di lui Albus Silente.

E’ pur vero che per usare bacchette di qualsiasi genere bisogna essere, almeno in misura minima, un po’ mago e io non lo sono proprio.

Però, chissà, con la bacchetta giusta, magari potrei iniziare a fare pratica ed ottenere qualche cosetta…

Non so se capita anche a voi, ma i momenti nei quali si sente maggiormente il bisogno di una bacchetta magica, sono quelli nei quali ti chiedi come parlare con una compagnia telefonica, con l’agenzia delle entrate, come diavolo relazionarti con l’impiegata dell’ufficio pubblico in palese stato di disagio post weekend, come far capire a Renzi che non ci crede più nessuno o magari come fare la maionese che continua ad impazzire dopo il quarto tentativo… (ogni tanto capita anche a me)…

… tentativi durante i quali, contemporaneamente, stai cercando di rintracciare un figlio, un gatto, una pizza al salamino, una moglie latitante, una birra non troppo alcolica perché fa un caldo porco e tu stai già sudando come una fontana etc…

Dolores Umbridge

Se ci pensi bene, è così alto il numero delle cose che potresti fare con la bacchetta magica, che il solo fatto di non disporne ti porta a domandarti se dallo stato di “babbani” ci si può redimere, se si può farlo senza assassinare Dolores Umbridge, e se la stessa sia veramente così carogna o soltanto vittima della bacchetta sbagliata.

Perché se il “babbanesimo” è una moderata mancanza di studio, si può tentare di rimediare, se è una mancanza genetica è già più difficile, ma se per superarlo bisogna diventare Hermione Granger, allora non ce la posso fare, sia per motivi di genere che

Hermione Granger

per scarsa attitudine alla “secchioneria”: io non riuscivo a fare violenza a me stesso e studiare cose che non mi interessavano neanche sotto la minaccia di chiudermi le palle nel cassetto del cruscotto.

Dal che la ricerca di una bacchetta che, nei momenti di impegno pressante, nelle temperature estive all’aperto e sotto il sole, nei casi di “e mò che faccio?” prima del cadere della mannaia, mi venga in soccorso con uno svolazzo del braccio e qualche parola magica.

E qui, a pensarci bene, le cose si complicano un po’.

Non basta affrontare la ricerca della bacchetta e, ammesso di trovarla, (magari non di sambuco perché in giro ce ne sono pochissime, chi ce l’ha non la molla e tu non sei ancora abbastanza mago da affrontarlo e sfilargliela in duello… )

…ti trovi a verificare se sei tu che scegli lei o lei che sceglie te, in tutto questo chiedendoti se il frassino vale quanto il salice, meno del cipresso, ma più del nocciolo, perché  quando anche riuscissi a metterci le mani sopra, non sai cosa accidenti dire mentre la agiti.

Il tentativo di alzare l’auto con la gomma forata, declamando con enfasi “Vingardium Leviosa” nel tentativo di evitare il crick, l’hai già fatto ed hai verificato che senza bacchetta… o passi dal crick o chiami il carro attrezzi.

L’invocazione dell’”Expecto Patronum” al tuo nume tutelare, che ti aiutasse a far tornare indietro il tempo a prima che la cancellata del vicino si scontrasse con il tuo paraurti posteriore, si è rivelata vana perché pronunciata senza bacchetta, e ti rimangono la denuncia di sinistro e relativo aumento del bonus malus.

La “Maledizione Cruciatus” all’arrivo dell’ennesima notifica perché hai superato di 10 km/h la velocità consentita, si è rivelata inefficace e il giorno dopo, con tuo grande disappunto, non c’era alcuna pubblicazione di necrologio nell’ufficio dei vigili urbani da cui proviene la tua multa.

Va da sé che, se nonostante le parole magiche non funziona nulla, ti viene richiesta una attenta riflessione sull’efficacia del sistema.

  1. Non bastano quattro parole in croce perché tutto vada come vuoi, sennò a che diavolo serve la scuola di magia di Hogwarts?
  2. La ricerca della bacchetta si sta rivelando di importanza fondamentale per finalizzare la tua vita a qualcosa che non sia il casuale tamponamento degli imprevisti e delle incombenze.

    Binario 9 3/4
  3. A te nessuno viene a dire dove sta il binario 9 e ¾ ma, se anche lo trovassi, io prima di scaraventarmi a testa bassa contro una piglia di mattoni ci penserei due volte, già non ti senti tanto sveglio, se poi ci vuoi aggiungere un trauma cranico e relative complicazioni estetiche…
  4. Quindi, scartata l’eventualità di comprare il nuovo da Ollivander, rimane il mercato degli usati ( se trovi Ron Weasley che cerca di venderti la sua, lascia perdere, è incollata, magari bene ma è incollata)

    Ron Weasley bacchetta rotta

Guardi con fastidio la scarpata davanti casa e ti rendi conto che nel tempo in cui hai ragionato sul come dare una soluzione magica ai tuoi problemi, l’erba è cresciuta di altri 20 cm, il sole ruggisce senza pietà e a te si stanno, lentamente ma inesorabilmente, chiudendo tutte le vie di scampo.

Ripromettendoti di cambiare approccio alla ricerca e maledicendo la tua ancestrale condizione di “babbano” fin dalla notte dei tempi, accetti che oltre un certo limite non si va, perché la casa inizia a somigliare a una capanna nella savana e per vederla devi andare su Goolge Heart guardandola dall’alto.

Tua moglie ha afferrato la lima per le unghie e la sta usando per affilare i canini, che brillano sinistramente nell’ombra del portico dalla quale proviene un brontolio sordo: al tramonto, se non troverà l’erba tagliata, si trasformerà nella moglie mannara, e tu non hai ancora una bacchetta con cui affrontarla.

E ti trovi a scegliere tra le uniche due possibilità, non proprio magiche, che la tradizione o la tecnologia ti mettono a disposizione gratis, ma con la promessa di farti “un mazzo così”.

La falce a mano o il decespugliatore: e io che speravo di cavarmela con uno svolazzo del polso e uno “strafalcionum rasandum”…

… ma prima o poi la trovo e, cascasse il cielo, sarà di sambuco. Intanto per oggi si suda, domani poi ci pensiamo.

Buona giornata

L’impertinente

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