Politica – La censura di Donald

Tasse per pagare i debiti

Ormai è chiaro a tutti che, quando un Presidente paga i debiti con coloro che lo fanno eleggere, c’è il rischio che scoppi qualche casino.

Perché è normale che se i debiti li hai con una multinazionale progressista e tecnologica pagherai un prezzo diverso da quello che andrai a pagare ad una confraternita di petrolieri, di proprietari di miniere di carbone o produttori di armi da guerra.

Fino a che punto Donald sia veramente convinto che l’intero mondo scientifico mondiale sia controllato dalla Cina, accusata di essersi inventata il riscaldamento globale per mettere in difficoltà l’economia americana, non è dato sapere.

Agli occhi del buonsenso tale affermazione suona come una castroneria da premio Nobel “ad disonhorem” attribuito saltando le nomination, in grado di far impennare l’indice del coglionimetro dove, in una graduatoria da 0 a 100, una coglionata di tal portata totalizza 3.246,  mandandolo clamorosamente fuori scala.

Pur riconoscendo che nessuno è infallibile e qualche coglionata la diciamo tutti, (ecco il perché del mio coglionimetro personale), ma dopo soli 40 anni che si sta studiando il riscaldamento climatico, arriva Lui a scoprire che è tutta propaganda cinese?

Ma tanto basta perché, in una circolare del dipartimento dell’agricoltura Usa, si chieda espressamente ai propri impiegati di escludere alcuni concetti dal vocabolario corrente, sperando incredibilmente che ci siano tanti americani con il cervello predisposto a crederci “perché l’ha detto Donald” .

Censura

Ed ecco che viene vietato l’uso delle seguenti parole:

  1. “cambiamento climatico” da sostituire con “clima estremo”, che nell’espressione utilizzata elimina la causa del cambiare dovuto alle attività umane.
  2. “adattamento al cambiamento climatico” con “resilienza al clima estremo”
  3. “ridurre i gas serra” con “creare la sostanza organica del terreno”, che di fatto non vuol dire nulla, o “aumentare l’uso efficiente di nutrienti” che vuol dire ancora meno.
  4. “sequestro di CO2” – tecnica con cui si punta a ridurre la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera – con “creazione di sostanza organica”, che tradotto dal Trumpiano vuol dire esattamente “ho acchiappato le uniche parole che conosco che abbiano a che fare con la chimica e le ho mescolate “ad minchiam” pur di ottenere qualcosa che somigliasse a una roba scientifica”.

Passato il primo momento di perplessità, dove una circolare del genere è una specifica ammissione di voler truffare la buonafede dei propri concittadini, ho cominciato a vedere i risvolti fantasiosi a cui si presta questa maniera di esprimersi.

Trump smorfia da bifolco

Cioè se, per ipotesi, volessi dire che una determinata persona è completamente venduta alle lobby delle guerre petrol/minerarie e non glie ne frega nulla di carbonizzare il pianeta, in Trumpiano censorio potrei sostenere che “il soggetto è dotato di una pericolosa intelligenza medievale, che oltre a dotarlo di una capacità d’apprendimento paragonabile a quella del posacenere di una bettola di quart’ordine (che in qualche raro caso è più performante di lui), gli suggerisce di usare nei confronti di terzi la versione meno credibile di qualunque argomento, con ciò alimentando la diffusione della tradizionale espressione “inutile come una transenna in un parcheggio vuoto”.

Niente male, eh?

O magari volessi dire che la stessa persona incontra solo femmine desiderose di compiacerlo in ascensore, potrei dire che “Il fascino analfabeta dell’idiota propositivo si esprime attraverso il gesto primordiale di afferrare per i genitali tutto quanto sia di suo interesse nelle immediate prossimità.

Con ciò intendendo che, tramite adeguata pubblicità data al gesto di afferrare, si sconsiglia a coloro che non volessero essere afferrate di frequentare la stessa ascensore, in quanto la presenza in essa verrà intesa come disponibilità nei confronti di detto idiota, secondo la formula innovativa della “presenza assenso”.

Bellissima anche questa, sto imparando una nuova lingua.

E a proposito della innata e patologica attitudine alla menzogna, con la quale esprimere che la bugia paga quasi sempre? “La verità è un ostacolo al raggiungimento degli scopi di chiunque abbia scopi contrari alla stessa, (ma no?) e negarla quand’anche si trattasse dell’evidenza più luminosa, porta all’ ottenimento dell’approvazione di intere schiere di incoscienti leccaculo e il biasimo di tutti coloro dotati di raziocinio.

Indicando  peraltro a tutti i leccaculo che al momento di essere ricompensati per il loro appoggio, scatta per defau

lt la condizione per cui la verità sia un ostacolo allo scopo di non pagare: conformemente a detto principio verrà disconosciuto il loro leccaggio e non verranno pagati”.

Questa me l’ha insegnata Donald in persona, che la applica ogni giorno, non pagando nessuno o pagando solo se gli fai causa e la vinci, così nel frattempo chi aspetta di essere pagato muore di vecchiaia.

Ma allora, al dipartimento dell’agricoltura Usa hanno studiato il Trumpiano censorio per applicare quanto richiesto, o si sono fatti dare un traduttore per interpretare il “Donald pensiero?”

Gulf News

Il più autorevole quotidiano online del Golfo Persico, “Gulf News” ha recentemente pubblicato un articolo di Mustapha Karkouti,  ex presidente della Foreign Press Association di Londra, nel quale si chiede al Presidente Trump di sollevare il genero Jared Kushner dal ruolo che Donald stesso ha avuto la buona idea di attribuirgli, di mediatore nella crisi arabo israeliana.

La motivazione di tale richiesta è la totale inadeguatezza al ruolo di cui è stato incaricato, evidentemente sulla base della faciloneria tipica del clan Trump, con la esplicita dichiarazione che, in termini diplomatici (veri, non alla Donald) il buon Jared non capisce un beato accidente, non ha idea del valore dei luoghi sacri per i due popoli, per il fatto di essere  un ebreo ortodosso ha assunto in toto le posizioni di Israele quando un mediatore dovrebbe essere imparziale, e non ha delle questioni mediorientali neanche una vaga infarinatura.

Tel Aviv Jaffa port

Come dire: è già tanto che partito per Telaviv non si sia ritrovato a Castellammare di Stabbia, tanto per lui è uguale.

Insomma, dopo essere di fatto stato silurato dalla diplomazia del Middle East, non è che magari Donald l’abbia messo a fare il traduttore dal Trumpiano per il dipartimento dell’agricoltura?

Così si spiegherebbero le mirabolanti architetture verbali imposte a detto dipartimento, nel quale immagino ci sia un sacco di persone che oggi si chiede come salvaguardare l’agricoltura Usa, oltre che dai cambiamenti climatici, dalle sparate del presidente e magari di suo genero.

Non oso caricare nel coglionimetro la cifra derivante dalle bufale congiunte della coppia di fenomeni, ho paura di devastare l’apparecchio in maniera irrimediabile.

Aspetto al varco Ivanka e Melania che però, fino ad oggi, hanno avuto il buon senso di non esporsi troppo.

Forse hanno sentito dire che il coglionimetro non ha pietà per nessuno.

Buona giornata

L’impertinente

 

 

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