Cronaca – L’urlo di Giordano

Mario Giordano

Oggi 08/08/2017 mi arriva un video nel quale Mario Giordano, attuale direttore del TG4 ed editorialista di La Verità, in evidente stato di agitazione, dove la voce “sfora” frequentemente negli ultrasuoni, sicuramente per il caldo ma soprattutto per  le notizie che sta commentando, sventola con la ormai nota precisione di numeri che lo caratterizza, l’ennesima beffa che la Sicilia sputa in faccia a tutto il paese.

Già in moltissime precedenti occasioni altre autorevoli testate avevano segnalato come le cifre riguardanti l’isola fossero fuori da ogni controllo.

Trattandosi di una regione a statuto speciale ci potrebbe anche stare, salvo il fatto che la quasi totalità di ciò che viene speso arriva da Roma, che paga la Sicilia con soldi nostri.

E qui ci può stare un po’ meno perche:

  1. Il costo del personale dell’intero apparato statale italiano, già tradizionalmente marcio e corrotto, costa 6 mld € l’anno, ma di questi, 2 vanno a finire in Sicilia che assorbe da sola il 33% del costo dei dipendenti statali di tutto il paese; non male eh?
  2. Il costo annuo dell’Assemblea Regionale Siciliana è di 168 mln € quando quello della Lombardia è di 68 mln, quello del Piemonte di 66 mln, addirittura quello della Campania, con tutti i problemi ben noti, è di 62 mln.
  3. Nonostante questi 4 spiccioli che vengono pagati alla Sicilia (non si può dire ai Siciliani, perché bisognerebbe dimostrare chi li prende e chi no), il bilancio della regione ha attualmente un deficit di quasi 7 mld €, cioè non paghi di quanto sopra, fanno le leggi che gli permettono di “sforare” allegramente di 7 mld quanto già ricevuto, perché a Roma c’è chi autorizza i pagamenti e prima o poi coprirà anche questo.
  4. …e tanto per non farci mancare nulla, su un totale di 43 mld delle cosidette “pensioni d’oro” già di per sé vergognose e inique, il 50% cioè 21,5 mld vanno in Sicilia.
Assemblea Regionale Siciliana

Qui il buon Giordano pesca tra le righe delle notizie l’ultima perla (per il momento): per intanto si sappia che i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana sono gli unici consiglieri regionali ad essere chiamati “onorevoli” (non è chiaro se abbiano istituito il titolo di onorevoli de che? ma tant’è…)  e, in quanto tali si sono dati da quasi 70 anni, cioè dal 1951, gli stessi benefici dei romani parlamentari di stato, cioè il vitalizio, salvo poi incrementarne i vantaggi, estendendolo a varie generazioni successive.

Sì, perché se il tuo bisnonno 66 anni fa è stato deputato dell’ARS anche solo per 36 mesi, tu ancora oggi non avrai bisogno di lavorare e lascerai ai tuoi figli il vitalizio del bisnonno, adeguato nel tempo in modo da rispondere alle loro future esigenze di vita.

Qui scatta un moto di protesta nei confronti delle mamme: ma un marito siciliano non te lo potevi trovare?

Dopo che in Sicilia hanno inventato la famosa regola “un voto, un lavoro”  non potevi venire a sfoggiare le tue grazie in una regione così evoluta nella quale hanno trovato da sempre la maniera di ridurre al minimo la funzione degli uffici di collocamento?

Bene, con tutto il trambusto istituzionale sull’abolizione dei vitalizi, in corso in parlamento, l’ARS ha deciso di giocare d’anticipo: nel caso malaugurato che a Roma qualcuno dovesse riuscire a far qualcosa contro i vitalizi (cosa peraltro improbabile perché 337 degli onestissimi ed eticamente irreprensibili politici in carica hanno già votato contro l’abolizione), lo spirito previdenziale “no risk” dei siciliani (ah già, non si può dire), dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha deciso con fulmineo colpo di coda della serie “non si sa mai”, di rimettere in funzione le provincie, dando un gettone di presenza di 8000 €/mese, sicuramente al presidente di ogni provincia, (ma tutti i consiglieri provinciali non saranno tali sicuramente gratis), che peraltro dovranno subire l’onta di non essere chiamati “onorevoli”, ma con una piccola indennità di soli 50.000 € l’anno a testa di consulenza psicologica per il sostegno all’ego maltrattato, il problema si riesce a gestire.

Se questo aggiungiamo che in Sicilia negli ultimi 10 anni non sono stati pagati 52 mld di tasse, abbiamo un quadro niente male.

Sicilia

Cioè, in Sicilia entrano stipendi per 50 mld l’anno? “Quelli che ci vogliono per vivere”, sostengono a Palermo, per cui da qualche parte bisogna mantenere la cifra finale, loro tentano di togliere i vitalizi e noi ripristiniamo le province, che diavolo.

Poi se non li tolgono ce li teniamo tutti e due, che male non fa, e magari i mld per vivere diventano 52, cosa vuoi che sia…

In Sicilia ci sono 5 mln di abitanti dove, includendo i disoccupati e i lavoratori autonomi, scopriamo che a dividersi  i 50 mld/anno che riceve da Roma, potrebbero ricevere 10.000 €/persona senza fare assolutamente nulla.

Ovviamente c’è un’elite che ne riceve centinaia di migliaia o milioni a cranio e una maggioranza di sfigati che non vede neanche un Euro.

Associarsi a Giordano nel condannare e nell’urlare, direi che sia scontato, se non si è facente parte di questa elite, ma in quanto a far cambiare qualcosa la vedo dura, perché come si dice in Sicilia, “qui la mafia non esiste, figurati a Roma, dove le poltrone sono occupate da gente che abbiamo fatto eleggere noi”

Il dato certo è che ci sono 20 mln di coglioni da Roma in su che pagano, hanno pagato e continueranno a pagare, perché a troppa gente fa comodo che le cose stiano come sono.

Per cui, smettete di preoccuparvi per i migranti, quando costeranno troppo al punto da dar fastidio agli interessi della Sicilia (della Sicilia, non di Lampedusa), troveranno all’ARS il sistema per liberarsene.

C’è qualcuno che ha notato che a Palermo si decide e a Roma si esegue? Ma qual’era la capitale d’Italia?

Buona giornata

L’impertinente

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *