Cronaca – Memoria alcolica

Bicchiere Whisky

Probabilmente nessuno, a seguito di una sbronza, si era mai preoccupato di catalogare cosa si ricordava e di quando fossero i ricordi, così non ci si è mai accorti che l’alcol migliora la memoria.

Detta così sembra un po’ una boutade o, quanto meno, una affermazione che è poco definire “forte”, per non dire “alcolica”.

Eppure secondo i ricercatori dell’università di Exeter (GB), a seguito di un esperimento eseguito su due gruppi di individui di cui uno tenuto a regime “asciutto” e l’altro “innaffiato” di alcolici assortiti, fino a 4 cocktails o unità giornaliere, i migliori risultati di ricordo l’hanno ottenuto gli “innaffiati”.

Cioè secondo i risultati della ricerca, che mi sa tanto di sponsorizzazione di qualche produttore di whisky, è vero che durante il periodo direttamente sotto l’influsso dell’assunzione di alcol non si ricorda nulla o molto meno di quanto accaduto, ma al temine degli effetti dell’alcol, coloro che hanno bevuto ricordano, del periodo precedente l’assunzione alcolica, molto più di quelli che non hanno bevuto.

L’assunzione ripetuta di modeste quantità di alcol, pare abbia permesso ai componenti del gruppo dei bevitori di avere una migliore memoria complessiva di medio e lungo termine.

Ora, se non ho capito male, vorrebbe dire che prima di parlare con la mia mamma, abbondantemente nella categoria di quelli che hanno bisogno di qualcuno che le ricordi dove si trova e in quale mese dell’anno, dovrei farle prendere un cicchetto di qualcosa tramite il quale, se la incontro il martedì, lei sarà in grado di raccontarmi cosa è successo la domenica precedente.

Questo vorrebbe dire che, se rivoglio la mamma semilucida, devo “innaffiarla” un giorno si e uno no, avendo cura di andarla a trovare solo nei giorni no, in modo che, non ricordandosi del giorno prima, nel quale era sotto terapia alcolica, la sua memoria a medio termine parta per default dal primo giorno “asciutto” precedente.

Ora, io sono assolutamente consapevole di essere un po’ stronzo, per cui non me ne vogliano gli alfieri in difesa di tutto ciò che sa di scientifico o viene spacciato come tale, ma alla fine della fiera, cosa abbiamo ottenuto dal sapere che se ti abbeveri oggi ricorderai meglio quello che è successo ieri, ammesso che ieri non abbia bevuto?

E la proprietà transitiva della memoria alcolica dove la mettiamo? Quanto posso andare indietro a ricordare se continuo a bere? Quanto si trasferisce la facoltà di ricordare se ogni giorno che bevo cancello la memoria di quel giorno?

Ubriaco da 40 anni

Ho conosciuto persone che si sono ubriacate una sola volta nella vita; sono 40 anni che mantengono “bagnata” la sbronza iniziale, da cui di fatto non sono mai usciti, ed è dura fargli ricordare come si chiamano, per cui anche sulla memoria a lungo termine non è che ci siano tutti ‘sti miracoli.

La memoria a trasparenza alcolica di questi come la chiamiamo, memoria a spruzzo di aerografo o, data la trasparenza, memoria Mattarella in onore del presidente più inconsistente che la Repubblica abbia mai avuto?

Se fosse un PC diremmo che la Ram, come al solito, è quella che rende disponibile alla fruizione immediata quanto richiamato dalla memoria principale, cioè l’hard disk (disco rigido) o attualmente la SSD (Solid State Drive).

E la memoria Mattarella che in quanto a rigidità, solidità e scarsità di ingombro (sembra strano ma le cose non si contraddicono) non è seconda a nessuno, la vogliamo brevettare?

Vabbè dai, parliamo di cose serie, non cercate di farmi credere che da qualche parte non ci sia il “grano” di qualcuno che di alcol ne produce e vende urbi et orbi: dalle parti di Exeter ci dev’essere qualche famosa distilleria, chi è lo sponsor della ricerca?

Buona giornata

L’impertinente

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