Quotidianità – Lo chiamavano Treciento

Lo chiamavano Treciento

Non è che venisse veramente dalla parti di Sparta, neanche che esibisse con orgoglio un catalogo di steroidi tra gli addominali palesemente gonfiati, ma quell’aria da “capelli neri, barba nera, occhi neri (non ancora tumefatti) e peli rasati con lucidatura del torace al burro di capra”, che sfoggiava in spiaggia, facevano di lui un soggetto su cui fermare, per un attimo, l’attenzione  e ritornare con la mente al mitico film omonimo.

Treciento è alto poco oltre il metro e settanta, dall’accento è probabilmente calabrese perché nella parlata qualche “h” sfugge al controllo, peraltro non così attento, trattandosi nel complesso di una dizione probabilmente ereditata da qualche parente venditore ambulante nei mercati del sud.

Esibisce una forma fisica di buona qualità, dove si vede l’attenzione allo sviluppo di quel muscoletto che la maggioranza di noi non sa neanche di possedere, ma che lui ha individuato, inseguito e coltivato con la costanza (magari anche con la  Samantah, con la Debborah o con la Alyssah, dove sono le h a fare il prestigio di un nome straniero, perché senza suona troppo italiano) che oggi gli permettono di farlo guizzare a comando, sotto gli occhi più o meno estatici delle femmine circostanti.

Dentatura treciento

La dentatura panoramica e abbagliante esibita al profferire ogni parola (provate a dire “nonno” sfoderando 64 denti se ci riuscite), la struttura muscolare del mascellone quadrato con la dichiarata intenzione di spiegare a chi lo guarda che “questi risultati si raggiungono spezzando un sampietrino con i denti tutte le mattine a colazione” completano il quadro del personaggio di cui, visto l’involucro decorativo, aspettiamo con ansia di conoscere i contenuti.

Perché questa è Spartaaa!!!

La parlata è lenta, vuoi per il caldo, vuoi perché lo spartano in vacanza ha lasciato le grida di guerra in hotel e, munifico, gioca con il figlio Trecientodue, grato per non averlo dovuto “cestinare” a suo tempo scagliandolo in qualche voragine, gridando “PERCHE’ QUESTA E’ SPARTAA!!!”

Dato il tenore dei discorsi ascoltati e la linea fulgida su cui sviluppa i suoi ragionamenti, Treciento totalizza, a occhio e croce, un bel 75 di QI  dove se non è proprio un fenomeno, non è neanche completamente cretino.

Diciamo che, come dimostrato dai suoi stessi comportamenti, l’aspetto esteriore la fa da padrone, mentre l’aspetto più articolato e cerebrale della vita, conta per lui quanto la vincita di un paio di sci per una trota.

Peraltro scaraventare il pargolo dal balcone strillando “Perché questo è Borghetto Santo Spirito!!!” mi sembra di rilevanza penale e, oltre che dotato di una metrica atroce, anche dal punto di vista dell’enfasi trasferita nel grido catartico, un pessimo risultato.

Ma geograficamente è qui che il fatto si sarebbe dovuto verificare.

Lo spartano non entra nell’acqua con il gioioso comportamento disimpegnato di chi, essendo in vacanza lascia il mestiere in ufficio, ma fino a quando l’acqua non ricopre interamente quel capolavoro di scultura muscolare e lo spot di promozione degli anabolizzanti di cui è composto il suo corpo, la camminata è impostata a una esibizione urbi et orbi di cotanta perfezione, fino a quando dopo quattro bracciate olimpioniche, si ferma allo sguazzo con la sicurezza che la sua  immagine è difesa da un metro e mezzo d’acqua da cui spunta solo la testa.

Trecientouno

Qui, nella pace e nella frescura liquida, viene raggiunto da lei, Trecientouno, in un sinuoso abbondare di tette, fianchi, piercing, bracciali, accessori e tatuaggi dove, al confronto della sobria epidermide di Treciento, dove i soli tatuaggi ben visibili sono le marche degli steroidi (business is business), vengono sfoggiati, nell’ordine:

  1. Gli ultimi 10 anni di frasi d’amore dei Baci Perugina
  2. Le frasi celebri di Fabrizio Corona (soldi soldi soldi, WLF, di nuovo dentro?)
  3. Il nome anagrafico “Zachary Samuel Jonathan Tigre” di Trecientodue, incorniciato da un profilo a forma di cuore e dalla scritta “Love” in un nastro celebrativo (dal che si capisce come mai il pargolo non si offenda sentendosi chiamare semplicemente “Treciè!”)
  4. L’elenco telefonico di nomi maschili della provincia di Savona (non si sa mai)

Il look di Trecientouno è, giustamente, quello della donna guerriera in quanto compagna del guerriero, quindi con laterali del cranio rasati da amazzone e chioma “a frusta”, legata con elastico fucsia sulla sommità del capo, da sciogliere con scenografico scuotimento in camera da letto, travolta da passione incontrollabile.

Neanche a dirlo, ma il vestiario con cui Trecientouno si presenta in spiaggia è composto da anfibi militari con puntale e tacco in metallo, giubbino jeans borchiato modello Heavy Metal Summer, borsa tigrata black and white con cespuglio di animaletti di peluche attaccati al tirante della cerniera, quale concessione ad una femminilità altrimenti ammessa solo nella già citata camera da letto.

Non è dato sapere se a Sparta siano a conoscenza del genere di abbigliamento che Trecientouno si rivende questa estate, ma siamo quasi sicuri che l’estate prossima la moda femminile a Sparta subirà dei mutamenti, perché l’immagine di Trecientouno dice esplicitamente “non sarò mai soddisfatta da nulla” e quindi continuerà a cambiare look, rimuovendo tatuaggi e modificando labbra e tette, al prezzo di non essere riconosciuta neanche più dalla mamma, perché qualunque cosa faccia non le piace per più di 5 minuti.

Gatta morta

Non si sa se Treciento abbia mai dato peso a questa sua attitudine alla varietà, ma se dovesse tentare di scagliarla dal 6° piano al grido “perché questa è Zoccolaaa!!!” avremmo la conferma che, dopo tutta la provincia di Savona, se n’è accorto anche lui.

Gira voce che la famiglia 3ciento stia cercando un luogo idoneo per aprire una palestra spartana in riviera.

C’è fermento tra le comunità locali dei rincoglioniti da anabolizzanti e dei devastati da  tatuaggi, perché tutti gli insoddisfatti maschi, femmine e categorie intermedie, vogliono iscriversi alla ricerca della finta austerità spartana, salvo poi mantenere una volta a casa, le sane buone abitudini insegnate non tanto con la palestra ma con il suo look dalla Signora Trecientouno: più riesci a sentirti insoddisfatto e più generi business per chi deve soddisfare i tuoi prossimi 5 minuti.

Basta stare dalla parte di chi vende, qualunque cosa venda, e qualche soddisfazione con durata che arriva perfino oltre la mezz’ora, se non altro contando gli incassi, si riesce ad ottenere.

Non sarà che la famiglia 3ciento stia cercando di aprire una palestra perché sta cominciando a capire?

Buona giornata

L’impertinente

 

 

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