Quotidianità – L’uomo che sussurrava alle piattole

Prostitute in “battons road”

Sicuramente è riuscito ad addomesticarle, perché chi ci è passato sostiene che una convivenza senza collaborazione reciproca sia impossibile.

O almeno questa è la mia impressione, dopo aver visto la stessa auto in “battons road” per anni, fermarsi da tutte le prostitute di colore che si avvicendano nella zona industriale.

Escludendo l’ipotesi che una strategia promozionale, partorita da qualche pappone malato di Marketing, abbia introdotto la tessera a punti fedeltà per le professioniste da strada, (dove sarebbe curioso conoscere la tabella punti/prestazione), il soggetto è sempre lì, a sfogare Dio solo sa quali bassi istinti.

Vecchia auto verde

Intendiamoci, non che mi sia appassionato alle vicende del vecchio puttaniere da un tanto al Kilo, ma percorrendo le stesse strade ormai da anni, gli elementi caratteristici dopo un po’ saltano all’occhio.

L’elemento più caratteristico è sicuramente lui, con una schifezza di veicolo vagamente color verde putrefazione, risalente al pleistocene, all’interno del quale si intuisce la stessa aria salubre della ciminiera di un inceneritore, se non altro perché il soggetto ha sempre la sigaretta in bocca.

In un primo momento ho pensato che, data l’assiduità con la scuderia di colore, fosse un “ispettore di produzione” incaricato di monitorare l’attività delle maestranze.

Però è bianco, beh proprio bianco no, direi magari giallastro, ma sicuramente non con i lineamenti di un pappone nigeriano o congolese.

Poi, dato il numero di volte in cui l’ho beccato a imbarcare o scaricare le ragazze mi sono fatto l’idea che il vecchio porco sia solo un appassionato, vittima del sesso di serie C di cui non può fare a meno.

Va da sé che, date le condizioni igieniche nelle quali eseguono i loro numeri le operatrici stradali, non riesco a immaginare un habitué come il nostro senza un mezzo kilo di piattole che accompagnano i suoi movimenti con un incessante rumore carioca.

Piumata da carnevale di Rio

Non so perché, ma il genere musicale che mi rappresenta in miglior maniera il fenomeno della colonia di piattole in piena attività, è la moltitudine di suoni, sonagli, tamburi, cembali, fischietti e strumenti a percussione vari che caratterizzano il samba; non me ne vogliano i brasiliani.

Sarà che, nell’immaginario collettivo, buona parte delle piumate partecipanti al carnevale di Rio vengono ad agitare gioiosamente le proprie grazie in pubblico, dopo averle addobbate e sottratte, per una notte, allo scarso livello di vita e di igiene delle favelas, ma l’associazione tra il gioioso sesso irresponsabile del carnevale e le piattole in movimento, è per me un connubio perfetto.

Comunque interessante quale cifra statistica il fatto per cui, dopo anni di frequentazione e continuità, il nostro aficionado non demorda: se la regola è che si tratta di sesso consumato in fretta, per strada, da centinaia di individui per i quali la doccia non è sicuramente la prima preoccupazione e magari neanche la seconda o la decima, dove l’igiene o il rischio sanitario sono concetti semisconosciuti ai più, vuol dire che, se le piattole sono un fenomeno condiviso con altre centinaia di meno assidui frequentatori delle stesse “tope”, lui per sopravvivere è riuscito ad ammaestrarle.

Piattole

Le piattole sono colonie di animaletti ributtanti e quasi inaffondabili in natura (non così le “tope stradali” che purtroppo per loro hanno ben altri ammaestratori) e come molti altri parassiti, si installano sull’ospite e si riproducono alla velocità della luce: quando ti accorgi di averle sono ormai alla seconda o terza generazione dal momento in cui hanno preso la residenza nelle tue mutande e di lì in poi non c’è doccia che tenga: ti può salvare solo la chimica farmaceutica.

Chissà perché è sempre dura liberarsi dei parassiti, ce n’è una colonia a Roma che resiste a qualsiasi trattamento, si spera che prima o poi, magari con l’invenzione del politicida spray… ma con quelli di Roma non serve a nulla neanche la doccia, sono bravissimi nel sottrarsi al bagno penale e purtroppo il politicida spray non è ancora stato ancora inventato.

Mentre il piattolicida può funzionare solo se, dopo accurata rasatura, tu decida di ridurre al silenzio il tuo carnevale inguinale, senza andartelo a ricercare un’altra volta: sennò sei scemo, incosciente, sprovveduto e socialmente riprovevole.

Terminata la sequela degli scemi, incoscienti, sprovveduti etc… rimane lui, il reprobo ostinato, probabilmente affetto da una forma di solitudine irrisolvibile dal punto di vista sociale, ha deciso che, terminati i rapporti con le abbronzate giocherellone africane, si porta via tutto il circo che gli tiene compagnia nel resto della giornata.

Mi par di vederlo, con il pettine che divide accuratamente in due spazi uguali la superficie occupata dal pelo pubico, che comunica con la colonia dicendo “attenzione, oggi si gioca a ruba bandiera, tutte le piattole dei lati A e B possono partecipare purché si dividano in squadre di uguale numero.

Terme di montagna

Alla squadra vincitrice andrà in premio una settimana in montagna alle terme dell’Ascella, mi raccomando, gioco leale, non si mangiano le piattole della squadra avversaria, anche perché potrebbero essere vostri parenti”.

E la colonia, deliziata da tanto anfitrione, si sfianca di fatica per vincere le terme pelose dell’ascella, così le vincenti riposeranno nel lusso umido ad alta quota, e le perdenti si riprenderanno dalla fatica nel grande spazio lasciato libero dalle turiste termali.

In entrambi i casi avrà vinto il reprobo ostinato che, dopo averle sfiancate, si gode un po’ di tranquillità, dove anche il carnevale si prende una pausa, almeno fino alla prossima giocosa fanciulla a cui dedicherà le proprie risorse economiche e con cui si scambierà un po’ di piattole.

Carnevale Rio

C’è molto fermento nella colonia inguinale del reprobo, sono arrivate alcune ragazze dall’Africa e il carnevale della mutanda si sta attrezzando per dare il benvenuto alle nuove compagne di giochi.

Il reprobo ostinato e giallastro gira la chiave dell’avviamento e la schifezza preistorica riprende vita, cala il crepuscolo sulla zona industriale, “battons road” si illumina di fuocherelli a bordo strada: la festa è lì, a due passi.

Buona giornata

L’impertinente

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