Cronaca – Progetto Kenya con rimorchio

Ebbene sì, si stanno cominciando a raccogliere i frutti.

In giro per la città si cominciano a vedere gruppi organizzati di 15/20 migranti che, non sapendo cos’altro fare, hanno deciso di entrare in un’attività fino ad oggi appannaggio di zingari o senzatetto assortiti.

Per quale motivo gente che ci costa 1.000 €/mese, che la maggioranza dei disoccupati italiani non prende, vada a chiedere soldi all’ingresso dei supermercati o vada a frugare nelle miniere dei cassonetti, è ancora da capire, a meno che i 1.000 € non arrivino a loro.

Così, per gioco, abbiamo provato a simulare un possibile scenario di questo “sviluppo di settore” dove i poveri di recente importazione entrano in massa nel mercato delle ricerche nei cassonetti.

Si fa più o meno così: si parte dalla bicicletta, che da qualche parte si trova sempre, e si prosegue andando per ferraglie fino a quando non si riesce a mettere insieme una specie di telaio a cui fissare un ripiano e due ruote,  magari qualcosa che faccia da sponda, attacchiamo il rimorchio alla bicicletta e via, siamo in affari.

Poi gli affari vengono meglio se siamo in parecchi, perché se in miniera troviamo qualcosa di utile ma ingombrante, vuoi mica lasciarlo ai prossimi che arrivano?

E allora ci organizziamo, l’ingombrante lo facciamo a pezzi in qualche modo e lo portiamo via in 4 o 5, poi se siamo di più riusciamo a coprire più territorio perché mentre una parte di noi va a consegnare o magari a scaricare l’ingombrante, gli altri continuano a lavorare in miniera e, si sa, da un giorno all’altro può cambiare tutto, quello che oggi non c’è, domani c’è e magari ce n’è anche troppo, e allora bisogna organizzarsi, l’abbiamo scoperto noi, non possiamo lasciarlo lì.

Ho sentito che ci sono altri gruppi che sono entrati sul mercato, ma dato che quello che scopriamo noi vorrei che rimanesse a noi, sarà meglio andare a trattare, voi vi tenete le miniere della parte nord della città e noi quelle a sud, tanto c’è spazio per tutti.

Come dici, hai visto un altro gruppo con i carrelli andare in direzione della nostra zona? Ma abbiamo un accordo con quelli a nord, questi chi sono?

Vabbè dai, la città è grande e di miniere ce n’è per tutti, facciamo che la dividiamo ancora in est e ovest e diamoci da fare, ma sarà utile che stavolta non ci siano sconfinamenti, perché tornare a casa con i rimorchi mezzi vuoti non fa piacere a nessuno, e poi ormai noi siamo in troppi, quelli del nord sono più o meno quanti noi, a est e a ovest hanno fame e stanno raccogliendo sempre più gente perché hanno capito che se noi siamo in 50 e loro in quindici non la spuntano.

Sono passati due anni e le miniere non bastano più neanche a far lavorare la metà di noi, sempre più spesso ci si scontra davanti alle miniere per contendersi il diritto di cercare, e pensare che la soluzione ce l’abbiamo sotto gli occhi.

In città c’è un sacco di gente che di mestiere non raccoglie nulla, anzi sono loro che di giorno in giorno riempiono le miniere, certo bisogna stare attenti e arrivare a cercare nella miniera prima che passi il camion che la svuota, sennò va tutto a finire in discarica, e andare a cercare lì è un casino.

Però tutti quelli che non raccolgono ma gettano via, potremmo aiutarli: andiamo direttamente a casa loro e portiamo via quello che non serve, che ne dite?

Così, oltre a non rischiare che il camion porti via tutto prima che ci passiamo noi, possiamo scegliere cosa ci interessa e cosa no, dato che siamo nel posto da cui arriva tutto.

Come dici, che la gente potrebbe non essere d’accordo ad averci in giro per casa?

Africani con machete

Oh, in qualche maniera dobbiamo lavorare anche noi, ormai qui ci siamo e non ce ne andiamo, semmai se ne vanno loro, anche perché noi ormai siamo quasi 10,000 e sappiamo cosa vuol dire guadagnarsi da vivere a colpi di machete, loro se va bene in tutta la vita hanno alzato una biro, figurati se ci fermano.

E poi comunque, di fatto, le cose danno ragione a noi, cioè se avessero avuto intenzione di non farci entrare si limitavano a farci un buco nella barca e via.

E invece ci hanno fatto entrare, ci stanno tenendo qui da ormai due anni, e adesso pretendono che, con il mazzo che ci siamo fatti, ce ne andiamo?

Io avrei un’idea, se ci mettiamo di buzzo buono, questi appena vedono quanti siamo si tirano giù i pantaloni, per i soldi  e le armi non c’è problema, c’è un gruppo maghrebino sponsorizzato non ho ben capito da chi, ma  a te che ti frega? Ci servono i soldi per far iniziare il tutto e lì ci sono.

Per il resto vediamo, un passo alla volta, per intanto smettiamo di andare in giro con il rimorchio a frugare nei cassonetti e cambiamo settore, tanto questi non hanno la palle neanche per soffiarsi il naso, figurati per fermarci.

Stupro di gruppo

A proposito, ho visto una che mi interessa, non da sposare ma soltanto per divertirci un po’, ti ricordi come si faceva dalle nostre parti?  

Le prendi, le sbatti un giorno o due, (se siamo in tanti almeno due giorni per divertirci ci vanno) e poi quando la lasci andare, se è ancora viva perché ogni tanto a qualcuno scappa la mano, ti ringrazia pure.

A qualcuno scappa la mano perché in guerra ne ha viste un po’ troppe e ormai non ha più tanto il controllo su quello che fa, ma avrà il diritto di trombare anche lui?

Dopo anni di rapporti con cadaveri trovati ai bordi delle strade, si potrà trombare qualcosa di vivo, anche se per poco?

Va beh, dai, ancora un pò e poi questo paese qui lo sistemiamo a modo nostro, che qui gli unici che hanno qualcosa da perdere non siamo certo noi.

Come dici, dov’è che ho imparato a costruire i rimorchi per le bici?

I più grandi specialisti di economia da rimorchio sono proprio in questa città, una volta erano in Kenya, adesso sono qui, a Torino, e ormai ci sono 10.000 africani con i rimorchi in giro per la città a frugare nei cassonetti.

Ancora per poco e poi smetto, ho visto una casa che mi piace e ci abitano solo due vecchi: due colpi di machete e due buche per terra, altro che notaio e mutuo, tanto loro sono vecchi, prima o poi qualcosa gli capita, per cui facciamo prima, che sono due anni che perdo tempo e ‘sta casa mi piace un casino.

Sempre così, per gioco, siamo in grado di asserire senza ombra di dubbio che quanto immaginato nel presente articolo non si verificherà mai, o almeno non fino a quando non saranno troppi.

Buona giornata

L’impertinente

 

 

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