Politica – Professione parafulmine

Fulmini

Che vorrebbe dire: il soggetto destinato ad essere inerte destinatario di fenomeni elettrici atmosferici potentissimi e pericolosissimi.

Se sopravvive va bene così, potrà continuare a fare il parafulmini e in cambio di quattro spiccioli tenere i fulmini alla larga dai posti che contano.

E’ importante che sopravviva, magari male, ma che non schiatti perché un altro disponibile a fare il parafulmini per una cappellata di noci non è così facile da trovare.

Vediamo, chi ha capito che il parafulmini è l’Italia e i fulmini sono le migliaia gli immigrati che giornalmente stiamo portando a casa?

Non ci voleva molto, direte voi, ma per molti l’equazione “+ italiani che se ne vanno e + immigrati in arrivo” è il business della vita, perché sui redditi e le pensioni degli italiani in fuga non si riesce a mettere le mani, ma sui 35 €/giorno pagati dallo Stato per ogni immigrato c’è un bel business.

Immigrati

Attenzione, ho detto “immigrati” e non “rifugiati”, perché qui sta il trucco su cui campano alla grande gli immigrazionisti nostrani, in buona misura infiltrati dalle mafie che, si sa, sono molto sensibili allo spicciolo, soprattutto se moltiplicato per milioni e tradotto in miliardi di €  stanziati dallo stato.

Un conto è dare rifugio a profughi di guerra (non più del 9% degli immigrati) e un altro è dare asilo a migranti economici che spesso, molto spesso, invece di cercare occupazioni in altri paesi dell’area arabico/africana, dove ci sono milioni di posti di lavoro

Lavoratori Uae

occupati da Indiani, pakistani, banglashi, filippini, egiziani, marocchini, tunisini etc… scelgono di tentare la carta dei “diritti” in Europa, cioè invece di andare a lavorare nei paesi arabi e africani a maggior sviluppo economico ma nelle condizioni tipiche dei paesi africani, scelgono di rischiare il mare, magari non sapendo che stanno rischiando il traffico degli scafisti e dei mercanti di uomini, perché nel momento stesso in cui arrivano nelle acque territoriali europee (italiane nel 99% dei casi) ricevono in dotazione dei “diritti”, per i quali la nostra società ha lavorato per secoli e loro si ritrovano come Welcome Pack, in quanto Profughi (con la P maiuscola, ovviamente, non sia mai…).

Tra le altre cose singolari che gli immigrazionisti propugnano, dando del “nazista, razzista, egoista, qualunquista” e qualunque altra desinenza in “ista” vi venga in mente, a chi fa notare che stiamo importando mano d’opera, di cui non sappiamo cosa fare, (perché abbiamo 6 milioni di disoccupati nostrani tra i quali  una valanga di laureati), e non cervelli, che non verrebbero comunque qua perché già stanno scappando i nostri, c’è quale alibi la volontaria chimera del multiculturalismo a senso unico “la nostra etica ci impone di rinunciare alla nostra identità per favorire l’affermarsi sul suolo italiano della loro, dato che “loro hanno dei diritti” e noi no, cioè si combatte non per l’integrazione, che se fosse reale magari potrebbe avere un senso, ma per la sostituzione di una cultura, la nostra, con la loro, perché buona parte di loro, sapendo di “avere dei Diritti” non ha nessuna intenzione di integrarsi ma rivendica il Diritto di mantenere per intero la propria cultura, non contaminandola con la nostra.

Tutto ciò indipendentemente dai buonisti, dei quali nessuno farebbe mai una ammissione del genere, ma nella realtà le cose stanno così.

Basta pagare

Dato che gli Europei, in quanto popolo, non esistono, gli unici disposti a rinunciare alla propria cultura etnica, artistica, territoriale, gastronomica, sociale, letteraria etc… purchè qualcuno li paghi, sono gli italiani, mafie incluse che pur di fare cassa non hanno, istituzionalmente, alcun ritegno, figurarsi se culturale.

Cioè, al di là delle dichiarazioni di principio, regolarmente smentite dai fatti, se un immigrazionista alleva maiali e lo pagano per allevare pecore, lui alleverà pecore conformandosi alla cultura che non vuole i maiali, col chè compromettendo tutta la filiera produttiva e commerciale legata alla carne di maiale e tutta la cultura gastronomica connessa.

Se un viticultore produce uva da vino e vinifica, verrà pagato per produrre solo più uva da tavola o albicocche per non infastidire la cultura che non vuole il vino, col chè compromettendo tutta la filiera produttiva e commerciale legata all’enologia nonché alla distillazione e tutta la cultura gastronomica al seguito.

Se uno scrittore scrive la prossima versione di “50 sfumature di giallo canarino”, verrà pagato per scrivere altre cose e non infastidire una cultura ufficialmente sessuofoba, col chè compromettendo tutta la filiera produttiva e commerciale, esclusa ovviamente la prostituzione, legata all’erotismo e vanificando tutte le conquiste sociali dell’ultimo secolo legate alla libertà sessuale.

Se uno stilista disegna e produce abbigliamento sexy e attraente, potrebbe essere pagato per non farlo più per non infastidire una cultura che nega l’estetica umana (le versioni più integraliste ed osservanti della religione più diffusa tra i migranti, rifiutano le raffigurazioni umane, e se becchi l’imam sbagliato sai che fine fanno il David di Donatello o il Perseo del Cellini? Per non parlare dei nudi femminili… che sono la maggioranza.  O ci dimentichiamo la fine dei Bhudda di Bamyan?), e così via…

In Italia si produce un mare di Birra, di infusioni alcoliche d’erbe, di turismo artistico, (abbiamo e stiamo sprecando il 70% dell’arte del pianeta), di turismo ludico e una quantità esagerata di altri prodotti di tutti i generi contro cui le culture più retrive possono trovare di che vietare, e noi ci facciamo vietare qualunque cosa, purchè paghino.

Erdogan

Recentemente qualcuno dalle parti di Ankara ha deciso di eliminare il Darwinismo dalla storia dell’evoluzione perché definito “non comprensibile dagli studenti” che si devono ricordare di attribuire ad Allah  il ruolo di creatore (che ci può stare, in qualunque maniera vogliamo chiamare Dio), e a Erdogan il ruolo di suo procuratore a tempo indeterminato, altro che evoluzione.

Chissà poi perché quel Darwin lì si è messo a scrivere tutte ‘ste idiozie, bastava che chiedesse come stavano la cose a Erdogan e non c’era bisogno di fare tutto ‘sto casino.

Allora, tornando al parafulmine per la cui interpretazione l’Italia sta seriamente puntando all’Oscar, gli altri paesi europei stanno pagando quattro spiccioli al Bel Paese (e di quei quattro spiccioli sarei curioso di sapere quanti ne vanno in “onorevoli tasche”) per vedere come va a finire senza metterci del proprio.

Per cui, dato che non si riesce ad impedirgli di partire, dato che li andiamo a prendere con il taxi sottocasa, dato che come arrivano qui “loro hanno dei Diritti” e noi non ne abbiamo più, dato che generalmente non sanno fare nulla di rivendibile nella nostra società, ma continuano ad avere dei diritti, stiamo aspettando di sapere da qualcuno che non ha alcuna intenzione di rispondere, quale è il numero/soglia oltre il quale dobbiamo lasciare loro le nostre case, perché “loro hanno dei Diritti” e noi non più.

Kyenge

Una che per non rispondere a queste domande ha assunto capacità di contorcimento verbale da far invidia ad una intera generazione di anaconde, é la Kyenge, che dal parlamento Europeo, guarda caso, perora la causa dell’immigrazione senza limiti a piena voce; di fatto per lei se arrivassero in Italia 20 milioni di immigrati avrebbe semplicemente riunito la famiglia e li sistemerebbe senza ritegno a casa nostra perché “loro hanno dei Diritti” e noi non più.

Sembra che, dati i milioni di posti di lavoro attualmente disponibili nel continente africano e nella penisola arabica, occupati da lavoratori asiatici, nessuno degli altri paesi europei voglia scoprire che stiamo importando quelli che “Vogliono i Diritti”, non lavoro sennò non avrebbero avuto bisogno di rischiare l’osso del collo o l’affogamento con tortura preventiva per attraversare il Mediterraneo e rimediare un futuro migliore, come stanno già facendo i lavoratori di cui sopra, senza peraltro scontrarsi con lo shock culturale e religioso di un continente del tutto diverso dal loro.

Colonia, molestie Capodanno

E’ anche vero che le femmine europee saranno sì, impure e infedeli, ma nessuno dei puri e fedeli le disdegna, come si è scoperto a Colonia e in altre città tedesche in un recente Capodanno.

D’altra parte, cosa vuoi che sia un peccatuccio con una femmina che per giunta neanche me la voleva dare, a me che sono un fedele osservante, ma ti pare che ‘ste zoccole infedeli si devono permettere di farmi perdere tempo con le loro lamentele?

Ecco, essere il parafulmine dell’Europa  vuol dire essere talmente corrotti, stupidi, in malafede, senza orgoglio, senza spina dorsale, senza amor proprio, senza cultura o con la sola cultura dell’asservimento al denaro che per quattro spiccioli stiamo diventando il primo paese ufficialmente terzomondista del Continente, sprecando a favore di milioni di “Cacciatori di diritti e non di lavoro” il frutto di quella “cultura del diritto” che dall’illuminismo in poi ci ha permesso di diventare l’Italia.

D’altra parte in tutto il Parlamento Europeo hanno capito che quando un italiano si lamenta di qualcosa, con due leccate di culo e una bustarella croccante consegnata in privato si sistema tutto.

Il parafulmine ha una funzione sociale e politica insostituibile e la sua forza è l’inerzia, a qualunque prezzo vada comprata.

l’Italia, per la fortuna degli altri stati europei, si compra con una scatola di pop corn.

Buona giornata

L’impertinente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *