Politica – Quando il western si produce a Washington

Trump Western

Immaginatevi la scena più classica della tradizione western, la rissa da saloon:

avete presente il pugno iniziale, regolarmente prodotto con scenografica rotazione dell’arto, che nella realtà ucciderebbe, se esistesse, un coccodrillo da una tonnellata?

I due cow boys che danno il via alla battaglia, il diffondersi gioioso di randellate da fabbro e colpi di pistola scambiati tra tutti i presenti, con la conseguente pirotecnica distruzione di mobili e suppellettili varie, dove nessuno sembra farsi effettivamente male?

Il tutto ovviamente condito con la musichetta incalzante di sottofondo con la quale un pianista, miracolosamente indenne da un flusso di pallottole vaganti numericamente pari alla libera uscita delle api da un alveare di grosse dimensioni, continua a suonare protetto dall’immancabile cartello “non sparate sul pianista”?

L’altro elemento coreografico, che non può mancare in una produzione rispettosa dei canoni che hanno fatto la fortuna del genere western, è la defenestrazione, cioè quella pratica per cui individui di vario genere vengono cortesemente invitati a lasciare la festa mediante l’attraversamento distruttivo di porte e finestre, con relativo rovinoso atterraggio nella polvere della main street.

Putin

Fate un altro piccolo sforzo di immaginazione e provate ad attribuire alcuni ruoli a personaggi dell’attuale momento politico (lo so, non è facile) e date al Presidente Trump il ruolo del cow boy che scatena la rissa, a vari membri della sua amministrazione quello dei combattenti defenestrati dal saloon (la Casa Bianca) e al Presidente Putin il ruolo dell’immortale pianista che fa ballare tutti gli altri alla sua musica.

E adesso fatevi qualche domanda e una considerazione:

  1. Come diavolo ha fatto il popolo americano ad eleggere un personaggio alla apparente ricerca di qualunque sistema per litigare con chiunque, alla presidenza degli Stati Uniti?
  2. E’ possibile che il livello di ignoranza, arroganza, improvvisazione e contraddizione abissali che caratterizzano l’attuale presidente americano venga condivisa da quelli che lo hanno votato?
  3. Non sarà per caso che Hollywood ci ha venduto per un secolo degli americani che non esistono e in realtà buona parte degli USA siano una colossale “bifolcopoli” con orizzonte visivo non superiore alla lunghezza del proprio naso?
  4. Perché se sì, (considerazione) “Houston, abbiamo un problema” come direbbero sempre ad Hollywood.
  5. A questo punto, quanto siamo sicuri che nessuno si farà del male?
  6. E soprattutto, COME SI FA A TORNARE INDIETRO?

Buona giornata

L’impertinente

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