Quotidianità- Oche da scranno…

Assemblea

Cioè lo spettacolo gioioso che danno tutte le assemblee umane, con particolare considerazione per quelle politiche parlamentari o quelle condominiali per grandi edifici.

La differenza fondamentale tra una condominiale e una parlamentare è che nella condominiale c’è sempre il  capro espiatorio, l’amministratore, e sia i vantaggi che i danni ottenuti si ribaltano direttamente sulla vita del condominio,  mentre nella parlamentare le varie fazioni finiscono di interpretare i loro ruoli e, a differenza di quanto spesso accede nelle condominiali, dove la polemica tracima i limiti “dell’area comune adibita a sede di assemblea” e spesso continua in strada, nelle parlamentari si trasferisce amichevolmente al bar o al ristorante del parlamento e qui si comincia a fare la vera politica, cioè la compravendita delle coscienze, dei voti, delle integrità (poche, in effetti), delle convenienze e delle alleanze, dove i vantaggi si ribaltano sui parlamentari e loro amici, mentre i danni se li ciuccia tutto il paese.

Il fantasmagorico circo delle decisioni umane collettive è sempre spettacolare nella sua caoticità.

Torme di condomini cospiranti si aggirano tra i pianerottoli, con il fare carbonaresco di chi medita il colpo di mano ai danni della scala C, “che non paga nella stessa misura la manutenzione e la riparazione dei segni prodotti con le unghie dal cane della Signora Bufaloni”, mentre nei meandri della scala C, insieme alla Signora Bufaloni regolarmente armata di rottweiler raspante e sbavante, si aggirano franchi tiratori con l’incarico di impallinare qualunque proposta venga dalla A, B, D e E, in quanto “con la complicità dell’antennista” hanno orientato le parabole a favore di chi segue le partite della “Frombolese A.C.” in totale disprezzo al prosieguo oltre la 417 esima puntata di “Delirio Boliviano”, soap opera sudamericana seguita in toto dalle 42 femmine della scala C, senza la quale viene rischiato seriamente il blocco mestruale, con conseguenti pericoli di gravidanze indesiderate, su almeno ¾ delle stesse.

Interessante notare che in entrambi i modelli di assemblea, la parte “pubblica” soggiace inevitabilmente a quella “privata” dove in aula vengono recitati ruoli disposti in precedenti cospirazioni e trattative più o meno segrete, più o meno legali, più o meno indecenti.

Assemblea parlamentare

Coreografico lo sciamare dei parlamentari fuori dall’aula dove sono appena stati divisi dai commessi, ormai specializzati nell’intercettazione di “sventole” a mano aperta o “cazzotti” a pugno chiuso, a seconda dell’orientamento politico del parlamentare intercettato, prima dello scatenarsi di una rissa da fight club, che passando al sottobraccio della confidenza, reale o estorta, prosegue con le considerazioni da codice penale che non era possibile esternare in un contesto pubblico.

La valenza di scopo dei due consessi è apparentemente la stessa, dove in entrambi i casi l’applicazione democratica del diritto di voto dovrebbe far scegliere alla maggioranza per il bene comune o la forma possibile più vicina ad esso.

Nella realtà, come tutti sappiamo, le cose vanno un po’ diversamente: ferme restando le ribalderie ordite in entrambi i consessi a danno dei “non d’accordo”, sono le conseguenze a tracciare lo spartiacque di quanto deliberato.

Nel condominio la privazione dal calcio televisivo o dalla telenovela “strappamutande” può, al massimo, generare una convulsione ansiosa nei tifosi a digiuno da informazioni, che si risolve generalmente in un giro di telefonate per sapere “com’è andata la partita”, mentre nel caso del mancato “strappar di mutande” per la più o meno tenebrosa star sudamericana, nato in realtà a Sant’Angelo dei Lombardi in provincia di Avellino, che chiamandosi Stefano non si sarebbe filato nessuna, invece come Esteban…. tutto un altro trombare, viene a configurarsi la necessità di un mezzo kg di “pillole del giorno dopo”, quando appunto il giorno dopo le 42 signore della scala C, lasciate a secco del falso boliviano, si sono rifatte su mariti e amanti vari, in ordine sparso, e si trovano a dover rimediare, tutte insieme o quasi, a un’eccesso di entusiasmo e qualche orgasmo inaspettato.

Nel parlamento la cosa è più o meno la stessa, ma la differenza la fanno i numeri, dove la soddisfazione del parlamentare “comprato” a suon di villa per le vacanze, tutto pagato con formula all inclusive, compresi i servizi privati forniti da compiacenti assistenti di categoria non proprio economica, porta all’approvazione di una legge che, di fatto, mette a palle per aria una intera categoria sociale, lasciando in braghe di tela quel mezzo milione di cristiani con i quali il parlamentare si giustifica dicendo “abbiamo fatto tutto il possibile”.

Maiale domestico

A nulla vale far notare agli onesti (non molti ma qualcuno c’è) il grufolare sospetto, l’odore penetrante (puzza infernale) di letame suino, la presenza dei porcai quale corte di ogni maiale che si rispetti, pomposamente definiti “lobbisti”, che accompagna l’operato di determinati parlamentari, da sempre in aria di porcile: la “suinità” della colonna sonora di ogni assemblea è semplicemente il commento naturale di quanto in realtà sta accadendo, è già accaduto e continuerà ad accadere, nella logica di assemblee che per fortuna, almeno negli effetti, non possono essere replicate a livello condominiale.

Rimane l’aspetto curioso del titolo di questo articolo, volutamente lasciato incompiuto fino adesso.

Oche starnazzanti

Se lo starnazzamento delle oche può essere comodamente associato alla caciara assembleare e il ruolo di esse attribuito agli occupanti degli scranni, la stessa cosa non si può dire per le assemblee parlamentari data la minoranza di oche starnazzanti in pubblico, quindi inutili, e la maggioranza di maiali grufolanti in privato, quindi determinanti.

Ho pensato che la migliore definizione dei due generi di assemblea descritte, con cui perfezionare e concludere il titolo dell’articolo potrebbe essere “Oche da scranno, maiali da salotto”, che ne dite?

Buona giornata

L’impertinente

 

 

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