Quotidianità – Patata tiepida

Patate 

Inversamente al caso del tubero appena cotto, di cui la temperatura troppo elevata impedisce di cibarsi se non a prezzo di dolorose ustioni, la patata tiepida è accomodante, non aggressiva in quanto patata, saziante il giusto, ma di gusto non così spiccato da veder sempre bene una salsa in sua compagnia, dalle reazioni abbastanza lente e dall’emotività moderatamente repressa, quasi si vergognasse di avere una vita sentimentale.

Si presenta in pubblico con sobrietà ma non con pedanteria, con eleganza ma senza glamour, si pone con affidabilità e senza improvvisi colpi di coda, quasi la chiave del suo successo sociale sia non andare mai “sopra le righe”.

La patata tiepida non prende l’iniziativa, ma circonda di sguardi l’oggetto delle proprie attenzioni, fino a quando lui non se ne rende conto e agisce di conseguenza.

Se lui non agisce lei gli attribuisce il marchio di imbranato e perde ogni interesse: “non faceva per me, non abbastanza maschio”.

Maschio grunge

Quando però il maschio “grunge” si profila nei suoi paraggi con l’abbigliamento e il comportamento tipici del genere, sciorinando con disinvoltura proposte esplicitamente sessuali, corredate da vogliosi smanacciamenti sulle rotondità, la patata tiepida si ricorda di una lontana origine claustrale e, con aria finto scandalizzata, stoppa il polipo impaziente con un glaciale “ma ti pare?” che tradotto in patatese a 37 gradi significa: stai mica pensando che te la possa dare così, senza un minimo di corteggiamento, una cenetta a lume di candela, un weekend al mare, un impegno di qualche genere?

Condizioni soddisfatte le quali, nel caso la fase test confermi la simpatia del candidato non più grunge, la patata si concede dopo aver fatto sottoscrivere il catalogo delle pratiche sessuali ammesse e quelle vietate.

Le procedure per la “fase orizzontale” rispondono ad un ben preciso articolo del capitolato “attività sessuali”, nel quale vengono strutturati, in maniera razionale e coordinata con tutte le altre attività facenti parte della vita, anche i momenti in cui concedersi fisicamente e permettere a se stessa una gratificazione dell’ego, dove il lui di turno si deve sentire onorato del fatto che lei gli dichiari operativamente la propria disponibilità.

Sesso scoraggiante

Sempre per la serie, “non venirmi a dire che non te l’avevo detto” inizia la fase “topica” di nome e di fatto della storia, in cui la patata tiepida raccoglie la propria messe di soddisfazioni fisiche e morali in maniera anch’essa tiepida, con sorrisetti compiaciuti e con orgasmi appena accennati,  lasciando al compagno di giochi  il dubbio, neanche tanto remoto, di aver fatto sesso con un prontuario medico, dove anche il liberatorio grido da orgasmo devastante, ammesso che sia mai stato raggiunto, aveva una serie di controindicazioni da scoraggiare un  rinoceronte in calore da sei mesi.

No risk

Il comportamento sociale della patata tiepida è generalmente lungi da ogni forma di rischio, fosse anche un acquazzone o un irrigidimento muscolare per aver “arrampicato” una pendenza del 45% per oltre 10 minuti.

Come dalla borsa di Eta Beta comincia a sprizzare supporti lenitivi, antidolorifici omeopatici, idrorepellenti, ombrelli, bustine contenenti casacche impermeabili, antivento, berretti, cappucci ed ogni oggetto con il quale l’uomo si è coperto dalla notte dei tempi, o ha cercato sollievo da ancora prima, nonostante il tutto avvenga sulla passeggiata di Rimini in un pomeriggio di agosto, o tra le invalicabili pendenze della collina torinese, in prossimità della fermata dell’autobus, alle 10 di un morbido mattino di settembre.

Improponibile la salita su mezzi a due ruote: la concezione “no risk” della vita è per lei una religione contro la quale non peccare mai, portando a sostegno della propria mancanza di disponibilità un catalogo di incidenti occorsi a terzi, da fare invidia ad un pronto soccorso di Kabul.

E poi, ad un certo punto della vita, dopo aver perfettamente calibrato e selezionato le amicizie e i compagni di giochi, pubblici e privati, in un momento di compiacimento per la stabilità raggiunta e il definitivo abbandono, salvo catastrofi naturali, del concetto di “imprevisto”, la patata tiepida si trova a desiderare di sentire una risata non impostata, una estemporaneità che mai avrebbe pensato le mancasse, una voglia di riprendere il viaggio: perché si sa, la vita è il viaggio, non la meta.

E lei la sua meta se la sta godendo ormai da un tempo così lungo che la noia sta prendendo il sopravvento, le amicizie hanno detto e dato quasi tutto, I compagni di giochi privati sanno a memoria l’elenco dei divieti e si sono intiepiditi anch’essi, alle conversazioni manca l’enfasi avventurosa perché, per non rischiare, si è circondata di persone come lei, ed ha costruito attorno a sé una intera comunità di patate tiepide, dove gli incontri sono entusiasmanti come guardare l’asciugarsi di una gettata di catrame in un parcheggio.

Quando l’effetto narcotico diventa insopportabile, decide di affrontare la soluzione lontano da occhi indiscreti e dal possibile giudizio altrui, facendo un viaggio.

Patata alla coque

Nell’anonimato di paesi lontani, al riparo da chi l’ha conosciuta in altri tempi, tenta di interpretare il ruolo della “patata fatale” e si lancia, con una mano sugli occhi e l’altra sul buonsenso, in esperimenti di rafting giù per torrenti di montagna, di notti in tenda a temperature mortali, di promiscuità ambientali da servizi in comune e cibi recuperati “a mano libera” da piatto di portata condiviso, fino a quando un lui, colpito da tanta ed evidentemente simulata imitazione di “no limits”, compresa qualche bugia venuta non troppo bene, accoglie in una serata di confidenze davanti al fuoco la vera storia della patata “alla coque”, ormai non più tiepida ma neanche a proprio agio nell’interpretazione “bollente”.

Con l’ineluttabilità del tuono dopo il fulmine, il lui capisce i tormenti del tubero ansioso e, partendo dalla morbida affettuosità da dedicare a chi cerca qualcuno a cui dare fiducia, la travolge in un vortice di passione disordinata dove la precedente vita sessuale della patata viene ribaltata, sia fisicamente che emotivamente, in un tourbillon di penetrazioni kilometriche, di dilatazioni fisiche, di ingordigie temporali (ancora… ancora…) e di pericolosità ortopediche  che mai, nella precedente ordinata quotidianità a 37 gradi, la patata avrebbe pensato di poter vivere ed uscirne incolume.

Tacco 12

Di ritorno dal viaggio e con il proposito di farne altri, la patata ex tiepida, ormai in tacco 12 e collant preventivamente tagliato, modello “apri e gusta”, rivede le patate tiepide e ammuffite e non le riconosce più come appartenenti alla stessa specie.

Entra in rete alla ricerca di siti di incontri e rimanda ad una memoria che fu, la temperatura da bonton: da oggi e per ancora qualche anno a venire, la patata bollente andrà a scegliere i compagni di giochi tra quelli “sopra le righe”, che magari potranno essere non troppo affidabili, ma danno ben altre soddisfazioni.

E nel frattempo, chissà, magari trovare un “sopra le righe” che voglia essere tale nella stessa maniera in cui lo vuole lei?

Allora la vita spericolata potranno farla in due, e non c’è niente di meglio.

Buona giornata

L’impertinente

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *