Cronaca – Sul filo e senza rete

Sul filo e senza rete

Si dice di persone che hanno il coraggio di fare cose fuori dall’ordinario, giudicate pericolose o comunque mancanti di un “piano B” in grado di salvare qualcosa se le cose si mettono male.

Più o meno ciò che l’accozzaglia di traditori in parlamento sta facendo all’Italia: per motivi che loro sanno e gli altri possono solo ipotizzare, questo paese deve essere destabilizzato a forza, con l’introduzione di centinaia di migliaia di individui a gravare sulle casse dello stato e sulla macchina organizzativa dello stesso.

La recente scoperta che la condizione per cui siamo e saremo l’unico porto di approdo in Europa perché sono stati i nostri governanti a scegliere di essere tali, è così grandiosa da aver superato il limite dell’incredibile, ammesso che ne avessimo ancora uno.

Migranti in arrivo

Cioè, nella delirante miopia di chi pensa solo al business, anche se questo si dimostrerà mortale, il nostro paese si è assunto l’onere di identificare le generalità, la nazionalità e la provenienza, la condizione sanitaria  o la fuga da teatri di guerra, di tutti i milioni di individui che, provenendo da quel calderone di instabilità tribali e religiose che sono l’Africa e il Medio Oriente, si presenteranno ai nostri confini.

Dopo la sequela di errori spettacolari commessi destabilizzando l’Iraq e la Libia, e così facendo dando il via ad una migrazione su scala industriale di cui per il momento a godere i frutti sono i trafficanti di esseri umani, i politici nostrani non hanno perso occasione per dimostrare al mondo di essere più cretini e corrotti di tutti gli altri messi insieme.

Gli altri hanno scatenato le guerre facendo fuori Saddam e Gheddafi, che nonostante le motivazioni addotte e artificiose con cui sono stati fatti saltare, gestivano una enorme quantità di equilibri nelle loro rispettive aree di competenza, e dopo che si sono presi il petrolio hanno lasciato noi a gestire i profughi: quale più ghiotta occasione si poteva presentare ai politici Italiani?

“Ci facciamo pagare dall’Europa per fare quello che fa la Turchia: se a Erdogan hanno dato 8 miliardi di Euro, noi gliene chiediamo almeno il doppio”.

Questo deve essere stato il ragionamento astutissimo che ha portato le cose dove sono oggi.

Ovviamente le nostre “volpi” della politica non hanno tenuto conto di un paio di dettagli:

Se Erdogan decide di farne sparire 100.000 non capita nulla, tanto l’unico a sapere quanti ne sono entrati è lui, che non sta dimostrando troppi scrupoli nel far sparire la gente, anzi gli riesce piuttosto bene…

… ma se da noi le associazioni umanitarie ne trovano uno con la scrofola non curata a dovere, ci bloccano i pagamenti e la cosa finisce all’Aia.

A seguito di procedure della durata di mesi per ogni individuo, si dovrebbe arrivare a stabilire quali e quanti di loro potranno essere ricollocati in altri paesi con la patente di “profughi di guerra”, mentre per tutti gli altri  “migranti economici” dovrà partire la procedura dei respingimenti.

E adesso:

  1. C’è, tra la manica di traditori decerebrati, qualcuno che si rende conto che se ogni giorno che passa si riesce a identificarne e collocarne 100 e ne entrano 10.000, siamo destinati a diventare un gigantesco campo profughi?
  2. C’è qualcuno tra i professionisti del disastro che capisce che tutti i candidati al respingimento non hanno alcuna intenzione di essere respinti?
  3. C’è qualcuno che si rende conto che mescolando i problemi di 6 milioni di disoccupati a reddito zero con l’afflusso di centinaia di migliaia di persone, che non parlano la lingua e non sanno fare niente di utile ma percepiscono 35 Euro al giorno, stiamo sputando in faccia ai nostri connazionali?
  4. C’è qualcuno che si rende conto che è soltanto una questione di tempo (poco) prima che scatti l’equazione “l’africano mangia e io devo andare a frugare nei cassonetti o tra i rifiuti dei mercati all’aperto?”
  5. C’è qualcuno che si rende conto che all’arrivo dell’inverno avremmo gli africani al caldo negli alberghi e gli italiani sotto i ponti?
  6. C’è qualcuno che si rende conto che non si arriverà mai a pareggiare il conto tra arrivi e verifiche, e che le verifiche potranno essere messe in discussione a tempo indeterminato dai paesi di destinazione, così rimarranno comunque quasi tutti da noi?
  7. E adesso, la ciliegina sulla torta: c’è qualcuno che ha provato a dire al ministro dell’interno che quando ci saranno 500.000 persone da respingere, non abbiamo nessuna forza, né esercito, né polizia e carabinieri, né guardia di finanza, vigili del fuoco, protezione civile, bidelli, infermieri, pizzaioli o qualunque italiano in genere, in grado di opporsi ad un esercito che non ha niente da perdere pur di rimanere in Italia?
Disoccupati italiani

Però abbiamo 6 milioni di disoccupati che a costo zero (perché questi sono italiani e non hanno diritto ai 35 Euro al giorno) potrebbero essere impiegati per combattere contro quel mezzo milione che ha deciso di rimanere con qualsiasi mezzo.

Ovviamente i disoccupati italiani potranno fare solo opera di persuasione, ma non potranno opporsi fisicamente in alcuna maniera, perché loro sono italiani, quindi perseguibili, gli altri no, perché sono africani, non hanno un nome certo, una provenienza certa e diventa difficile denunciare qualcuno a queste condizioni.

Peraltro nei pochi casi in cui si riuscisse a denunciare qualcuno, comparirebbero per incanto torme di famelici avvocati in aria di disoccupazione, che per un cliente darebbero fuoco alla mamma e contribuirebbero alla permanenza sul posto dell’immigrato, in attesa di un giudizio che non verrà mai, a carico di un personaggio che sparirà 20 minuti dopo il rilascio, ma di cui qualcuno dovrà comunque pagare l’avvocato; indovinate chi?

Quindi gli italiani dovranno soltanto subire l’azione di masse di africani a cui di fatto abbiamo dato il diritto di stupro e di saccheggio su questo paese, senza poter nulla fare per opporsi.

E smettetela di parlare di integrazione, che è un processo che si può verificare solo a condizione che gli immigrati siano un numero gestibile, non certo quelli che importiamo attualmente.

Poi c’è bisogno che lo stato abbia i mezzi economici e culturali per far partire il processo e che loro abbiano voglia di integrarsi.

Al momento, neanche uno dei due è  presente: lo stato non ha i mezzi, o meglio, se anche li ha vanno a finire nelle solite tasche, ma a loro abbiamo dato il Diritto di non integrarsi e loro, obbedienti, usano il Diritto che gli viene regalato.

E adesso, Signori Parlamentari, ditemi seriamente, quando il numero di conflitti sarà così alto da doverne gestire centinaia al giorno, pensate veramente di poter ancora far rispettare le leggi?

Nel momento in cui il numero degli italiani con più niente da perdere sarà più alto di quello degli immigrati, volete far sapere al paese come avete intenzione di comportarvi?

Rivoluzione

Ah però, mi ero dimenticato che per professionisti del business quali siete voi, le opportunità maggiori vengono dal business per eccellenza: UNA BELLA GUERRA CIVILE sul territorio nazionale con cui far ripartire da subito il consumo di armi e successivamente una bella ricostruzione.

I decessi e la distruzione della nostra cultura sono effetti collaterali di scarsissima importanza

Mi pare che qualche organizzazione industriale, (magari un pò  mafiosa, ma questi sono dettagli),  si occupi da sempre di questo settore, ed è certo che ne verrebbe fuori un bel rilancio all’economia.

Eh, cosa ci volete fare, con la lungimiranza dei politici italiani, una soluzione si trova sempre, un business da lanciare anche e qualche “stecca” per il Sig. Ministro, da portare a casa  dopo aver attivato tutto questo, direi che è il minimo che ci si possa aspettare.

Angela

A proposito, la casa del Sig. Ministro, dopo lo scoppio della guerra non è più in Italia, dove c’è un po’ di turbolenza e i bambini patiscono la vista del sangue, “vorrei mai che mi venissero su traumatizzati”: c’è una signora simpatica in Germania che ci ha fatto avere una bellissima casetta in un quartiere residenziale di Monaco e si occupa di tutte le nostre esigenze; senza di lei avremmo avuto qualche difficoltà e invece… è stata veramente un’Angela.

 

 

Buona giornata

L’impertinente

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