Cronaca – Tra scosse e scolloni

Terremoto Ischia

A Ischia un terremoto di 4 grado, sismologicamente parlando poco superiore a una porta che sbatte,  ha prodotto 2 morti e 2600 sfollati, riproponendo  un’ennesima volta (e quando mai) il discorso sulla sicurezza delle costruzioni in Italia.

Indipendentemente dall’età degli edifici, se fossero stati adeguatamente costruiti o restaurati, una scossa di quarto grado non avrebbe dovuto lesionare case fino a produrre ciò che si vede in figura.

Come nella migliore tradizione porcaiola italiana, evidentemente gli edifici non erano in grado di reggere perché costruiti o restaurati con materiali di qualità inferiore, quantità inferiore, assemblaggio inferiore e finitura inferiore.

Costruzioni di qualità

Ora, io non ho idea di quanto sia il margine economico  che si possa rubare lavorando male, ma con quale coscienza  l’Italia è stata e continua a  essere in buona parte costruita “al risparmio”, scegliendo magari di far cadere una casa mentre ci sei dentro, un viadotto mentre ci passi sopra (o sotto), un tunnel mentre ci passa tuo figlio?

Una volta si diceva “tagliarsi il naso per far dispetto alla faccia” (c’è anche l’edizione da bar sport, più incisiva, dove il pisello prende il posto del naso … per far dispetto alla moglie, che mi sembra più vicina all’assurdità) e a giudicare dalla resistenza strutturale degli edifici, sembra che in giro di facce integre se ne dovrebbero vedere veramente poche.

Cioè, in un posto come Ischia, con la marea di turisti che ogni santo anno portano piedi e portafogli sull’isola, un terremotino più simile a uno scrollone che ad un sisma, produce 2600 sfollati!

Ischia

Potrei capirlo (mai giustificarlo) in qualche sfigato posto ai confini della galassia, dove l’attività amatoria si svolge prevalentemente all’aperto in quanto effettuata con le pecore, e il livello di socialità degli abitanti non si discosta molto da quello delle cassette per la posta, ognuna a casa sua, ma Ischia no!

A far coro alle voci giustamente indignate, pur sapendo che in Italia con l’indignazione ci preparano il sugo per la pasta, (metti un po’ d’indignazione che lo sento insipido), si aggiunge l’autorevole voce di Francesco Peduto, Presidente  del Consiglio Nazionale dei Geologi, che stigmatizza come, nonostante la drammatica ricorrenza di eventi sismici, al governo tutto si faccia tranne che occuparsi  delle condizioni pessime del patrimonio immobiliare del paese.

Ribadendo con forza che si può solo definire “allucinante” morire per una scossa di quarto grado, che ad un immobile costruito con adeguati criteri dovrebbe fare poco più che il solletico, ma sicuramente non farlo crollare, il Dott. Peduto segnala inoltre la mancata approvazione della legge sul Fascicolo del fabbricato, che permetterebbe di avere la certificazione da parte del professionista (che se ne assume la responsabilità), delle condizioni strutturali degli immobili.

Pur ammettendo che le certificazioni, in perfetto stile porcaiolo nostrano, saranno in buona misura false, ma almeno nei casi in cui non c’è la presenza specifica di una pistola alla testa del professionista, c’è la speranza che un po’ di edifici vengano costruiti come Dio comanda, iniziando a ridurre le conseguenze di fenomeni quale l’attuale ad Ischia, che se non fosse che  è Ischia avrebbe risonanza minore, ma così la solita figura di cui Emilio Fede detiene il copyright, ce la siamo guadagnata di nuovo.

Turisti in fuga

Inutile sottolineare il flusso di turisti in fuga precipitosa dall’isola, che dopo aver visto venire giù le case come costruzioni di carta e toccato con mano la pericolosità del luogo, hanno scelto di prendere il largo.

Alla contabilità del disastro, oltre i due morti e la quarantina di feriti accertati al momento, oltre una ricostruzione che, se prendiamo come esempio Amatrice e altri luoghi colpiti da terremoti meno recenti,  non verrà mai, c’è ovviamente da sommare il mancato flusso di denaro tra agosto e settembre,  a costituire la maggior parte dell’ossigeno che gli operatori turistici incassano (avrebbero voluto incassare) e non vedranno più.

Con la gioiosa consapevolezza che le migliori abitudini del paese la fanno da padrone nella vita quotidiana di tutti noi, aspettiamo che la benzina e il gasolio aumentino di prezzo, consentendo  agli stessi che hanno costruito o restaurato le case di Ischia in maniera così professionale, di dividersi alla faccia dei cretini paganti, le somme stanziate per la ricostruzione, dove il 90% andrà come al solito “all’indotto” e il 10% ai lavori, forse.

Lavori che, sia detto per inciso, verranno svolti esattamente nella stessa maniera che ha portato le case a sfasciarsi oggi, perché tanto, che le case stiano su, non frega niente a nessuno.

Invece ogni terremoto che tira giù edifici è business di ricostruzione, e questo importa a un sacco di gente.

Se poi qualcuno ogni volta ci lascia le penne, c’è la definizione cinematografica che ha istituito la voce di bilancio “danni collaterali”, che si presta benissimo a contabilizzare il fenomeno.

Si sta delineando la prossima strategia governativa per l’occupazione di settore:

  1. Dato il numero di terremoti
  2. Dato il numero di costruzioni instabili
  3. Dato il numero dei disoccupati
  4. Dato il numero dei morti

Tra il numero di case da tirare giù, quelle da ricostruire, i morti da seppellire, i disoccupati da rioccupare…

Perché diavolo oggi dovremmo a metterci a costruire edifici che non si sfasciano?

Edilizia di mafia

La chiave di lettura più redditizia dell’economia del settore è “costruire male, ricostruire peggio, seppellire in fretta”, ed ecco che il volano dell’economia si anima di nuove truffe.

Poi spiegare ai turisti perché costruiamo in modo da far venire giù tutto con una raffica di sputi, non sarà facile, ma qualcuno ci riuscirà lo stesso.

Su Charlie Hebdo stanno ripescando l’ articolo sull’edilizia della mafia, e quello che fa girare le palle è che non c’è modo di dargli torto.

Buona giornata

L’impertinente

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