Quotidianità – Se l’ammazzo commetto reato?

Litigio di coppia

E va bene, siamo ormai tutti consapevoli che i rapporti di coppia sono una inesauribile fonte di amenità più o meno divertenti a seconda se ci siamo coinvolti o meno.

E’ peraltro vero che, quando siamo noi i diretti interessati, si sprecano le attenuanti, mentre quando l’argomento di cui si ride non ci tocca da vicino, i verdetti di condanna o i giudizi negativi vengono giù a pioggia.

Nonostante le note e consigliatissime procedure chiamate “lasciarsi” e “divorziare”, che normalmente risolvono “quasi” tutti i problemi, c’è una moltitudine di fatti di cronaca in cui un Lui o una Lei decidono di risolvere il rapporto ponendo fine alla vita del compagno/a con metodi più o meno eleganti, ma in ogni caso sanzionati dal codice penale.

Ci si chiede sempre se tra le possibili cause del fattaccio, oltre alle classiche infedeltà o gelosie morbose, ci possa essere una di quelle classiche sommatorie di fattori di attrito, che si manifestano nella vita di ognuno quali:

  1. il flusso petulante di parole con il quale Lei ricorda a Lui che, quando si và in visita dai suoi (di Lei), non bisogna contraddire suo padre quando parla di politica o di calcio (che diavolo dici? ma questa dove l’hai sentita? ma non ti vergogni, alla tua età, dar retta a tutte queste palle?)
  2. irritare sua madre, avanzando la terza porzione di lasagne, – peraltro buonissime ma a tutto c’è un limite – che ci si ritrova nel piatto (oddio mi ha messo all’ingrasso, ma perché cucina per 12 quando siamo in 5? e adesso per non offenderla mi tocca fare un mutuo per pagare la palestra o per rifare il guardaroba?)
  3. guardare con condiscendenza, trattenendosi dal tirargli uno sberlone, il fratello minore – in qualche caso minorato – di Lei, che grufola poco elegantemente nel cibo scegliendo i bocconi migliori e fregandosene alla grande di non essere da solo a tavola, conscio di avere ottenuto con anni di ruffianerie il diritto di stupro e di saccheggio sul buffet, indipendentemente dalla presenza o meno di ospiti.
  4. il barrito notturno di Lui che, nella totale inconsapevolezza di un sonno profondissimo, si produce in tutta una serie di possibili variazioni tonali, dal brontolìo del bufalo in amore al sibilo di un jet con i motori al massimo, passando per rumori intermedi vagamente somiglianti ad una gravissima forma di dislessìa.
  5. la bevuta “a canna” di Lui, direttamente dalle bottiglie del frigo, con accompagnamento di rutto finale a 100 decibel e sfregamento della manica sulle labbra per asciugare la sgocciolata quando, in un momento di estasi deglutiva, stacca la bottiglia dalla bocca dimenticandosi di raddrizzarla e facendone sbrodolare il contenuto.
  6. sentirsi chiamare “Amore” durante una litigata , tipo “Amore ma com’è che la macchina è più corta di 40 cm? non è per caso che, Amore, come tuo solito, stavi parcheggiando, messaggiando, mangiandoti le unghie e nutrendo il pitone quando, Amore, quel palo ti è venuto contro

Il testo corretto sarebbe “cretino/a, smettila di fare tutte ‘ste cose insieme, non hai 4 cervelli ma solo 1 oltretutto malfunzionante, e parcheggia una buona volta senza devastare la macchina”

Ecco, di fronte a questa serie di possibili cause, e a molte altre che tutti conosciamo benissimo – e per decenza non menzioniamo in questa sede – ripetute per anni e anni nella vita di molte coppie (sì, anche nella Tua, che ti credi?), nasce la proposta di depenalizzare l’ammazzamento se legato allo scioglimento della coppia.

Coltello insanguinato

Sì, perché nel progressivo logoramento dell’identità dei singoli componenti della coppia, ognuno asservito ai “difettucci” del partner, si viene a verificare la condizione per cui 1.000 futili motivi presi singolarmente sono un’aggravante, ma sommati tutti insieme generano un unico motivo scatenante la reazione omicida: a quel punto l’insieme è diventato un’attenuante.

E’ un po’ come il piede gelato nel letto – “vengo a scaldarmi da te” – che ti sveglia quando hai appena preso sonno: per i primi mesi è un fastidio non ancora punibile con reazioni violente, dopo 10 anni è una persecuzione e allora ci si può aspettare di tutto.

Cadavere affettuoso

In fondo si tratta solo di accettare il fatto che, se la coppia funziona così, l’ammazzamento reciproco è soltanto diluito nel tempo ma il reato di omicidio è comunque già in corso e quando si manifesterà nella sua forma definitiva, non sarà altro che un epilogo da lungo tempo atteso.

Buona giornata

L’impertinente