Quotidianità – Tope da spiaggia

La vita è esibizione

“La vita è un’esibizione e la spiaggia la sua passerella”.

Recita più o meno così il mantra balneare delle esibizioniste full time, quelle per cui perfino andare alla toilette va fatto confermando al mondo l’immagine che hanno deciso di dare di sé stesse, sfoggiando lo zoccolo tacco 12 e i pepli tipo bordello mediorientale, per percorrere i 20 metri dal lettino al wc.

È curioso notare che, tranne rarissime circostanze, gli ossessionati (maschi e femmine), dal proprio aspetto fisico, sono anche quelli il cui tasso di ignoranza raggiunge livelli siderali, con questo confermando che nella civiltà dell’immagine, non è importante ciò che si pensa, perché bisognerebbe possedere un  cervello non derivante dai reality e condiviso con i tronisti della TV, né ciò che si dice, perché per avere qualcosa da dire ci sarebbe da disporre dello stesso cervello appaltato a terzi, né come lo si dice, perché sarebbe necessario smettere di farsi una mano a schiaffi tutte le mattine con la lingua italiana, e magari perfino imparare a leggere qualcosa di diverso dalle istruzioni delle tinture per capelli.

Con la certezza che il muscolo tonico e l’abbronzatura satinata valgono molto più di un congiuntivo appropriato e una logica coerente, le “tope da spiaggia” scelgono di affrontare la vita “di petto” piuttosto che “di gluteo”, “di polpaccio”, “di labbra” o, se ne vale la pena, “di topa”, appunto.

Veli da spiaggia

Così si sceglie di rivendersi l’immagine, nella speranza mai ammessa esplicitamente, ma presente in ogni respiro, di poter partecipare a un casting, essere scelti dalla Defilippi, partecipare a qualcosa in TV ed entrare a far parte del mondo dorato dei decerebrati da 50 pollici, che risponde alle regole fondamentali dell’immaginario popolare spinto: soldi, corna e look, con tutto il relativo corredo di pianti, strepiti e ingiurie assortite.

Scambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia, né potrebbe essere altrimenti, data la natura prepotentemente sessualizzata dell’immagine che danno di se stesse le “tope da spiaggia”.

E così, tra un accavallar di gambe e uno sciabolar di tette, dove si gustano attentamente le reazioni dei presenti, le protagoniste individualiste dei bagni di riviera, alimentano il loro ego ipertrofico fino al punto in cui, allo stesso bagno, ne arriva un’altra di pari calibro.

Scatta immediata la propaganda contro la new entry, che d’altra parte ha il vantaggio di essere, appunto, nuova, cioè non ha ancora riempito gli occhi dei bagnanti con le proprie forme, abbigliamenti e comportamenti.

Non si è ancora fatta odiare da mogli sovrappeso e desiderare da mariti più o meno fedeli, comunque tutti disponibili, le une per invidia e gli altri perché non si sa mai, a “tenere d’occhio” le argomentazioni non verbali del nuovo arrivo.

Stacco di coscia

A quelle verbali viene perdonato tutto, dallo strafalcione in italiano alla pronuncia inglese di Biscardi, passando per la castroneria galattica da mancata comprensione del concetto di base del discorso, purché lo stacco di coscia sia soddisfacente.

Quando poi della nuova si scopre che l’atteggiamento da pollastra in botta alcolica è la normalità, si sprecano da parte maschile le gentilezze tipo “se vuole l’accompagno io” pur di strappare alla spiaggia la manciata di minuti necessaria a giocarsela al volo: almeno un numero di telefono se proprio non una pisellata nella cabina spogliatoio, peraltro scomodissima e a rischio claustrofobico.

Il tutto dopo aver offensivamente sospeso le attenzioni alla precedente portatrice di “topa abbandonata”, che sta raccogliendo le adesioni ad un sindacato anti pollastra, rimarcando le differenze tra se stessa e la “top star” del momento con argomentazioni tipo “io con tuo marito non ci ho mai provato, mentre quella lì ci prova con tutti”, con ciò ammettendo che:

  1. Con il marito di qualcun’altra ci ha provato anche lei
  2. La proprietà transitiva della bugia testimonia quindi, di fatto, che ci ha provato con tutti i mariti che le interessavano
  3. Se non ci ha provato con tuo marito non è una consolazione: data la smania di attenzioni che la anima, per non destare il suo interesse il tuo lui deve essere veramente un cassonetto.

Comunque com’è, come non è, la “topa da spiaggia n. 2” vede che c’è un po’ di movimento attorno a una che si veste come lei, è abbronzata come lei, palestrata come lei e idiota come lei, (ma questo ci mette più tempo a scoprirlo perché deve contare gli sguardi di perplessità, e contare mica è facile) e decide che potrebbe essere meglio una torta in due che una palata di sabbia tutta per sé, anche perché in ogni spiaggia ce già almeno una “collega” e si rischia di dover cambiare riviera, non soltanto paese.

Volendo escludere di trovarsi a “sventolar la topa” sulla spiaggia dei migranti a Ventimiglia, decide di farsi andar bene la condivisione della popolarità a Cesenatico e parte con l’offerta di Spritz alla concorrente, per introdurre magari anche una estensione delle operazioni di topeggiamento alla fascia serale/notturna, dove tutti i gatti sono azzurri, tutte le tope sono rosa e una collega di caccia può far comodo a entrambe.

Sciorinando bicchieroni in plastica multicolore viene sottoscritta l’alleanza, con il tacito accordo di non cercare di rubarsi i datori di attenzioni, gli invitanti a cena, i prestanti appartamento e, best of the best, i possidenti barca a motore oltre i 15 metri.

Bar della spiaggia

I gestori della spiaggia, che dopo 30 anni di attività conoscono gli schemi comportamentali di qualunque genere di cliente, accolgono con soddisfazione l’alleanza, che porterà le mattine successive a radunarsi al bar tutti coloro interessati alle mirabolanti avventure erotiche delle “tope da spiaggia” in caccia notturna, dove si sa che raccontare fa venir sete e sbavare sui racconti di sesso anche, per cui aumentano la disponibilità di spritz.

La riviera assiste con indolenza al trascorrere di un’altra estate bollente, prima che l’arrivo di settembre riporti tutte le principesse a fare la commessa nei negozi di abbigliamento o a lavorare nei saloni di estetica, parrucchiera e pedicure, riponendo la topa da spiaggia e preparando quella invernale, non proprio con pelliccia che ormai non va più di moda, ma sufficiente a garantire un adeguato livello di comfort in compagnia di quello simpatico, conosciuto gli ultimi giorni di vacanza sulla spiaggia di Cesenatico.

Per l’anno prossimo si vedrà, la riviera non scappa.

Buona giornata

L’impertinente

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