Quotidianità – Uccelli da prima mattina

Gazze

Questa mattina un gruppo di gazze particolarmente ciarliere ha deciso di prendere il the sull’albero più prossimo alla finestra della mia camera da letto.

Apparentemente divise in fazioni maschi/femmine, quasi fossero umani, dove evidentemente hanno gli stessi problemi tra i generi, ( per i cognati lo studio è ancora in corso – bleah, questa me la potevo risparmiare) il tenore del dialogo era più o meno il seguente:

I Sig. Gazzi (credo siano i maschi delle Gazze) gazzeggiavano in tonalità più basse ripetendo ritmicamente  sequenze di suoni vagamente somiglianti a parolacce: brevi, intense, sonore ed emesse ad alto volume tipo “Stupida, deficiente, impedita, mentecatta”  e via imprecando, col che, consumando in un solo suono una mole di fiato molto elevata, si precludevano la possibilità di una risposta immediata.

Un… Gazzo?

La componente femminile o probabilmente tale, si produceva invece in irridenti gorgoglii prolungati, molto prolungati, su tonalità più acute, dando la netta impressione che, di quanto proferito dai Gazzi con evidente  ed enfatica prosopopea, non glie ne potesse fregare… appunto… un Gazzo.

Il contenuto fonetico delle Sig.re Gazze viaggiava sul genere di

  • “ma figurati se dobbiamo stare a sentire tutte ‘ste vaccate ancora per molto”,
  • piuttosto che “sì sì va bene, ma ricordati sempre che tua madre fa lo stesso lavoro che facevano già tua nonna, tua sorella e tua zia; loro sì che riuscivano a gestire un sacco di Gazzi, ci sarà un motivo, no? “, argomentazione poco pertinente ma molto incisiva, con la quale si viene ad adombrare il comportamento sessuale ed etico di intere famiglie (altrui) e relative generazioni di Gazze.
  • o anche “il mondo ci conosce per quello che siamo, tanto che alla parola Gazza viene spesso associato “ladra” per cui se non vi và, è cosi lo stesso, ma di Gazzi ladri non si è mai sentito parlare; cosa avete da recriminare?”

Ora, pur senza la certezza di una traduzione così efficace da permettere di cogliere le sfumature, è curioso notare come anche nei rapporti tra Gazze si venga a replicare il modello umano, per cui la componente femminile tende a mettere quella maschile di fronte al fatto compiuto, usando la ben nota strategia “va beh, quel che è fatto è fatto, non si può tornare indietro per cui cosa vuoi fare, ammazzarmi?”

Alla quale la componente maschile, privata della propria facoltà di intervento, ridotta a meno della facoltà di consulenza, in quanto arrivati in ritardo sul “quel che è fatto è fatto” non può fare altro che insultare le Gazze, ladre e infide, che invece di sottoporre al vaglio acuto e professionale dei maschi l’iniziativa in corso, hanno fatto di testa propria (già visto tutto questo, eh?)

Ho scoperto che le comunità di gazze replicano nei loro rapporti di gruppo il modello “assemblea condominale”, dove il tasso di comprensione è bassissimo, quello di litigiosità altissimo, le decisioni quasi sempre sbagliate e l’amministratore non sempre corretto.

Quando poi l’amministratore è femmina, per giunta ladra nell’immaginario collettivo, ci si può immaginare che la caciara assembleare sia solo il preludio ad un regolamento di conti.

Vero è che da qualcuno che per definizione vale un Gazzo non c’è molto da aspettarsi, ma per nominare amministratrice una che per default è “ladra” bisogna essere dei fenomeni.

Mi sono svegliato in questo momento ed ho sentito fuori dalla finestra un gran rumore prodotto da una colonia di Gazze posizionate su un albero vicino.

Appena terminato il suono della sveglia, mi sono ricordato di ciò che ho sognato fino adesso, a base di Gazze e sorridendo tra me e me ho pensato: “ma tu dimmi se ci deve essere bisogno della sveglia per smettere di sognare ‘sto sacco di Gazzate.”

Juve – Livrea bianconera (?)

P.S. Mi è stato fatto notare, da qualcuno che evidentemente non simpatizza per la livrea, che l’associazione con i detti uccelli bianconeri e la parola “ladri” esiste non soltanto in natura ma anche nel mondo del calcio, nel quale ci si interroga da anni sulla valenza probatoria della livrea:

 

 

  1. Tutti gli uccelli bianconeri sono “ladri”?
  2. Tutti i calciatori in livrea bianconera sono o diventano “ladri”?
  3. Per mai chiariti motivi, dai quali preventivamente mi dissocio, sicuramente frutto di fantasiose illazioni dettate da invidia, come mai l’appellativo “ladri” viene spesso associato oltre che agli uccelli, ai calciatori che vestono la livrea bianconera?

Prendo atto del dibattito in corso (c’è chi dice che durerà per sempre)

Buona giornata

L’impertinente

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