Quotidianità – Assistenza all’italiana

Assistenza all’italiana

Tra le migliaia di piccole perle di disonestà che giornalmente vengono messe a segno in un paese di “furbi”, ogni tanto viene voglia di presentarne una, se non altro per il gusto autolesionistico di condividere con altri la sorte di vittima, senza poter null’altro fare al riguardo.

Il fatto: durante una riparazione in garanzia di un sistema fotovoltaico in un’abitazione privata, i tecnici si “dimenticano” di riattivare il monitoraggio da remoto che consente di verificare l’efficienza dell’impianto e la relativa produzione.

Fin qui nulla di male, può capitare, solo chi non lavora non sbaglia o non si dimentica qualcosa.

Ma alla richiesta di intervento per il ripristino del monitoraggio, in estate durante il momento di massima produzione di detto impianto, inizia una singolare operazione di scaricabarile.

Con la dinamica di una intera partita di bigliardo, dove ogni palla giocata ne allontana altre due, tre figure della stessa azienda sostengono di non parlarsi  per tre mesi:

  • Il titolare non vuole dire al cliente (noi) di essere il responsabile ultimo dell’operato della ditta e si inventa un ruolo di produzione.
  • Il responsabile di produzione deve parlare con il titolare, che non è quello che sappiamo lo sia veramente, ma una figura innominata e ovviamente inventata.
  • Il tecnico fornisce pareri telefonici volontariamente generici, mai in grado di mettere il cliente nelle condizioni di risolvere il problema e deve comunque parlare con la produzione e il titolare.

Dopo una intera estate di balle al telefono di tutti i generi, tranne l’ammissione che il ripristino del monitoraggio andava eseguito durante l’intervento in garanzia, si concorda un intervento di assistenza a pagamento (ecco dov’era il problema), dove ci viene fatta la cortesia di non far pagare il diritto di chiamata ma solo l’intervento, della durata di dieci minuti, ma un’ora si fattura per default.

Durata finale dell’operazione 3 ore, dove avendo assistito personalmente ai colloqui telefonici tra il tecnico e la sede, almeno 2 ore erano destinate ad allungare il brodo, per giunta con la sicurezza che il cliente (noi) non avrebbe potuto fare alcuna opposizione, tanto nel settore assistenza tecnica di qualunque cosa, lavorano tutti allo stesso modo e impuntarsi serve solo a passare da un “furbo” a un altro “furbo”, magari più furbo del primo.

Ovviamente il piccolo sfogo presente va a rafforzare la convinzione che se questo paese è l’ultimo in Europa un motivo ci sarà, anzi a pensarci bene ogni mese di motivi se ne possono trovare alcuni milioni, per la felicità di coloro che vedono nella disonestà una normale fonte di reddito.

D’altra parte, se è vero che il pesce puzza sempre dalla testa, l’Italia ha in parlamento i più fulgidi esempi del comportamento che nella quotidianità tengono i cittadini, per cui perché lamentarsi?

Per chi volesse seguire la tradizione locale, bisogna solo trovare qualcuno con cui essere più furbi di lui.

Buona giornata

L’impertinente

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