Cronaca – Chi li ha visti? 2

Amatrice da ricostruire

Con la fantastica attitudine alla commedia brillante che caratterizza l’indole nostrana, è partito a spron battuto il teatrino relativo alla gestione dei fondi per la ricostruzione del centro Italia.

Il tutto si è scatenato dopo una dichiarazione del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, e dei suoi colleghi di Accumoli e Arquata del Tronto, dove si denuncia, dopo un anno dal terremoto, la non consegna a detti comuni di quanto inviato da noi italiani babbioni con gli sms solidali alla Protezione Civile.

Babbioni perché sembra che far pervenire il “grano” alla Protezione Civile, voglia dire di fatto affidarlo alla politica, dove oltre ai 33 mln degli sms stanno gestendone 400 di stanziamenti statali, comunitari etc…,  che verranno stanziati secondo priorità indipendenti dalla volontà dei donanti.

Simpatico un articolo del Giornale a firma Anna Maria Greco, dove si paventa la possibilità assolutamente reale che il grosso del denaro  (400 mln) non venga proprio utilizzato per i comuni del “cratere” terremotato.

Le indagini del Procuratore della Repubblica di Rieti sentenziano che i sindaci erano al corrente del fatto che le destinazioni dei soldi erano diverse da quelle che loro si attendevano, e che i comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata hanno ricevuto di che ricostruire o riattivare i servizi pubblici essenziali, immagino municipio, scuole, ospedale (se c’è) e strade.

Ma una cosa curiosa balza all’occhio dello sprovveduto osservatore: se non ci sono più le case, a cosa diavolo servono i municipi, le scuole, gli ospedali, e le strade?

Se gli abitanti stanno emigrando verso la costa marchigiana, dove i soldi arrivano perché ci sono le grandi industrie ed evidentemente la politica ha altri riferimenti, chi accidenti dovrebbe usufruire dei servizi pubblici in paesi desertificati?

Aspettiamo di vedere quali altre fantasiose argomentazioni verranno fornite da entrambe le parti di questa incredibile vicenda, dove evidentemente i sindaci non hanno strumenti per opporsi alla “creativa” politica delle destinazioni e dove le destinazioni vengono scelte in funzione di altri interessi, ben diversi dalla ricostruzione dei paesi nel cratere terremotato.

Buona giornata

L’impertinente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *