Cronaca – Fuochi di Mezzanone

Mezzanone e relativo ameno paesaggio

Dove Mezzanone scritto maiuscolo non è un errore che ricorda i gioiosi fuochi artificiali di Capodanno, ma i puzzolenti fuochi nell’aria di Borgo Mezzanone, Foggia, Puglia.

In un preoccupante articolo sulla Stampa del 28/09/2017 a firma Niccolò Zancan, il resto dell’Italia viene a sapere che almeno in un posto di quelli destinati alla gestione dei migranti, il Cara di Borgo Mezzanone, appunto, i migranti trattati come schiavi o peggio, stanno prendendo il sopravvento sulla popolazione e di fatto sono riusciti a creare una “zona franca” all’interno della quale non valgono le leggi Italiane ma quelle della mafia nigeriana.

I 700 cittadini delle località attorno al Cara sono stati soverchiati dai 5000 migranti che, accostata alla cinta del Cara, per quanto mi chieda che cosa possa ancora cintare, attraverso un varco in detta recinzione hanno fatto crescere una classica bidonville di stampo africano con oltre 700 baracche, che si estende nella campagna pugliese con in suoi connotati di rifiuti, fuochi fumosi sempre accesi e traffici di ogni genere sia dentro che fuori la cinta.

Il tutto nella colpevole inerzia di uno stato che, oltre a tenere un blindato “decorativo” al cancello ormai divelto, altro non fa per arginare un fenomeno che sta per arrivare a dimensioni devastanti.

Cioè quando il 20% di detti soggetti irrequieti decideranno di averne le scatole piene di fare le cozze al largo per arricchire le Coop,  decideranno che ci sono migliori comfort in centro, cominceranno a occupare edifici vuoti nelle periferie e potranno innescare con i residenti quella guerra tra poveri che per il momento sta fermentando tra un fuoco e un traffico illegale, un ammazzamento senza colpevoli, un giro di droga, prostituzione, furti e quant’altro, nell’attesa che venga formalizzato un qualche genere di accordo con la mafia pugliese; allora si passerà dal coltello al mitra, dalla molotv alla bomba, dal morto occasionale a quelli seriali.

Già che ci siamo, senza la pretesa che sia Minniti in persona ad occuparsene, ma se magari un suo vice cominciasse a rimandare al loro paese tutti quelli che fino ad oggi si può dimostrare con certezza che stanno delinquendo, e insieme trovasse il modo di silurare le Coop che gettano benzina sul fuoco brutalizzando i migranti, non sarebbe una cattiva idea e magari eviterebbe di passare da un quartiere pericoloso ad un incidente con defunti, che scatenando l’indignazione popolare trasformi i fuochi di Mezzanone nel Day After della provincia di Foggia.

Se poi magari si riuscisse anche a impedire la crescita tumorale dei CARA fuori confine si risparmierebbero un sacco di grane successive, perché che nessuno mi venga a dire che si sono presentati in 3000 in fila indiana, vestiti come i nani di Biancaneve, tutti insieme cantando “andiam, andiam, andiamo a edificar” armati di lamiere, chiodi e travetti in legno per mettere su casa.

Tanto per cambiare la cosa è sfuggita di mano e adesso nessuno sa più cosa farne, tranne i nigeriani, che stanno sviluppando in Puglia il modello di business già collaudato a casa propria.

Buona giornata

L’impertinente

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *