Politica – Il coraggio di soffiarsi il naso

Il coraggio di soffiarsi il naso

Attraverso una complicata vicenda di nomine al comune di Roma, tale da essersi guadagnata una serie di inchieste relative alla regolarità di tali nomine, Virginia Raggi ottiene in data 28/09/2017 l’archiviazione per alcune di esse e il rinvio a giudizio per un’altra.

Volendo trascurare il dettaglio per cui, da quando è diventata Sindaco di Roma deve solo più essere accusata del commercio abusivo di profilattici spaziali con la delegazione marziana presente in Campidoglio, bisogna riconoscere alla Sig.ra Raggi che, qualsiasi fossero le sue motivazioni al momento dell’insediamento, sta dimostrando una resilienza incredibile e una  capacità di logorare i suoi nemici (perché di questo si tratta, non più di “avversari politici”) che fanno ben sperare per il futuro della capitale.

O quanto meno per la salute, che speriamo tutti sia sempre più cagionevole,  della valanga di delinquenti e mafiosi che a tutt’oggi fanno il bello e il cattivo tempo per le strade di Roma e nelle sue istituzioni.

Poi la conta degli amministratori pubblici coinvolti in illeciti di tutti i generi, fa scattare il moto di rifiuto nei loro confronti, in quanto la generalizzazione più accreditata li vuole tutti ladroni disposti a vendersi la mamma per mezzo kg di gelato, ma pensiamo per un attimo a questi fatti:

  • La incredibile quantità di leggi in contraddizione tra loro, presenti in Italia, fa sì che sia quasi impossibile non trovarsi dalla parte di chi, nell’interpretazione di un giudice piuttosto che di un altro, è in difetto rispetto a detto groviglio legislativo.
  • Quindi candidarsi al ruolo di pubblico amministratore vuol dire mettere in conto il rischio di trovarsi denunciato e magari anche condannato, per motivazioni “esoteriche” più soggette alla corrente politica o alla corruttibilità di un giudice che non a effettivo reato commesso.
  • A fronte di tutto ciò, anche soffiarsi il naso senza aver prima avuto il permesso da tutti i possibili denuncianti, diventa un atto eroico, rischioso e passibile di interpretazioni golpiste.

Ho visto la Raggi soffiarsi il naso con la mano destra, sta mandando un messaggio a Berlusconi con il che si configura il reato di abuso d’ufficio.

Ho visto la Raggi gettare il fazzolettino in un cestino sulla sinistra, si configura il reato di discriminazione istituzionale perché alla sua destra c’era un cestino più vuoto di quello a sinistra.

Ho visto la Raggi starnutire all’indietro, dove a 500 metri stava arrivando un collega del M5S, sta tramando per passare degli incarichi a colleghi di partito e va inquisita per “sospetta direzionalità finalizzata al traffico di poltrone” perché chi starnutisce non lo deve fare in presenza di qualcun altro, pena la lettura di cospirazione.

Non ho mai visto una così grossa quantità di idiozie istituzionali utilizzate per impedire a un amministratore di fare il suo lavoro, ma sono sicuro che l’avvicinamento alla figura in grado di decidere fuori dei meccanismi democratici sia già in corso, e magari potrebbe salvare questo paese, oltre alla Raggi che potrebbe stufarsi di fare da parafulmine a tutti i delinquenti di Roma e dintorni.

Buona giornata

L’impertinente

 

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