Quotidianità – Antidepressivi online

Antidepressivi online

Dato che più o meno tutti abbiamo nello smartphone una o più app di giornali, news e aggiornamenti vari, sarebbe il caso di cominciare a fornire, insieme ad ogni lettura, una dose accessoria di antidepressivi.

Senza la pretesa di voler modificare il tenore delle pubblicazioni, dove si sa benissimo che quelle che fanno vendere o leggere sono le cattive notizie, (se sono pessime è meglio), sarebbe il caso di iniziare a studiare la compensazione online dei devastanti effetti sulla psiche di molte persone, che dette notizie ottengono.

Perché far perdere di serietà alla notizia, allo scopo di limitare l’angoscia o l’indignazione è contro produttivo per chi le notizie le pubblica, ma lasciar aumentare liberamente la quota di ansia libera di milioni di persone è un altro bel problema per la salute pubblica e la stabilità sociale del paese.

Io non so se dietro ai delitti efferati e immotivati di cui si legge ogni giorno ci sia uno stato depressivo più o meno latente, ma so che se il fenomeno dell’emulazione non è un’invenzione degli psichiatri, allora stiamo seminando quotidianamente i crimini di domani.

E’ necessario correre ai ripari: la notizia di apertura deve essere “nel mese di Luglio sono stati assunti a tempo indeterminato altri 10.000 italiani, che potranno così ricominciare a fare programmi per la vita che li attende” e relative interviste con i fortunati neo assunti, o magari “stanziato un fondo da 300 mln per la ricerca nei settori ….. a giorni il bando per l’assunzione dei ricercatori” e via con notizie (autentiche) che vengano ad interrompere le sfilza quotidiana di induzioni al suicidio o all’emigrazione che costituiscono l’ossatura portante del fenomeno “notizie” in ormai quasi tutti i paesi del mondo.

Perché non è che gli eventi positivi non si realizzino mai, ma semplicemente che le emozioni più forti sono quelle traumatizzanti e quindi che tengono per maggior tempo un utente su una pagina, con la possibilità di fargli vedere più pubblicità, fargli compilare un form, raccogliere una opinione etc… il tutto a scapito della coscienza collettiva, che annovera un numero sempre più alto di persone che si comportano come se non avessero più niente da perdere.

Che so, “Kim Jong Un è caduto dalle scale e si è tranciato la lingua in mezzo ai denti, per un po’ dovrà smettere di sventolare il  drappo rosso di fronte a Trump con le sue cazzate”, questa è una notizia che farebbe uscire a cena 10 milioni di persone in più.

Se poi venisse pubblicato “gli americani hanno trovato il modo di sbarazzarsi del Twittatore da cesso, che innaffia i loro giorni e le loro notti con le invenzioni provenienti dalla toilet room della Casa Bianca”, beh, notizie di questa portata sono in grado di rilanciare il Pil di un paese, risollevare una borsa, fare il tutto esaurito negli alberghi delle principali località di vacanza, e di fatto dare nuova speranza a un intero pianeta.

Io ci spero, e ogni volta che vedo un filmato di uno dei due, faccio molta attenzione a come camminano e regolarmente tifo per il gradino che potrebbe farli cadere e sbattere le corna in qualche posto, si sa mai che mi trovi gioiosamente costretto a prenotare un “quindici giorni” a Dubai.

Sono sacrifici che si fanno volentieri.

Buona giornata

L’impertinente

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