Quotidianità – Il marchio del cretino

Il marchio del cretino

Di fronte a determinati comportamenti pubblici ci si chiede che cosa li determini, perché un conto è fare le brutte figure per incompetenza o stupidità davanti allo specchio del bagno, e un altro è Twittare ogni genere di idiozia a tutti coloro in trepidante attesa di una nuova cazzata per cui preoccuparsi o di cui sparlare.

Per scrivere un’ode al cretino è necessario comprendere alcuni processi mentali condivisi solo da altri come lui, in grado di essere identificati come un marchio di fabbrica, ad esempio:

  • Qualunque cosa dica ci sarà sempre qualcuno che l’apprezzerà
  • Sono in una posizione per cui nessuno può dirmi che sto dicendo una cazzata
  • Non importano la logica, il buon senso, la credibilità, importa l’emozione suscitata in chi ascolta
  • Non ci sono conseguenze pericolose a quello che dico e faccio
  • Se ci fossero le pagherà qualcun altro

Con il che il cretino trascura tutte le implicazioni dei suoi atti, sennò cretino non sarebbe

  • Se l’apprezza il 10% di quelli che la sentono, vuol dire che il 90% è composto da chi è indifferente o non apprezza.
  • Il fatto che nessuno possa farlo tacere vuol dire solo che nessuno riesce a farsi ascoltare.
  • L’emozione suscitata senza logica, buonsenso e credibilità riporta al punto 1) dove il 10% condivide e il 90% no.
  • La sicurezza delle conseguenze non pericolose viene dal valutare con il metro del cretino pochi parametri e ignorarne completamente altri.
  • Dentro di se il cretino non è consapevole che il prezzo della cretineria possa pagarlo anche lui e vive nella beata convinzione che le conseguenze non lo possano toccare.

Ed ecco che questo piccolo elenco riporta alla condizione numerica per cui, se l’universo mondo ti reputa un cretino e a te interessa solo il parere di quelli che non lo fanno, sarebbe il caso di chiedersi perché, ma se te lo chiedessi non saresti cretino e questa ode mancherebbe del soggetto.

D’altra parte lo spettacolo del cretino in azione è tale perché il personaggio è autentico, dove se fosse un comico sarebbe molto bravo, ma non cretino e non pericoloso.

Personalmente sono quasi sicuro che basterebbe chiudergli l’account Twitter in primis e poi quello degli altri social, per riportarlo nella condizione di comunicare con l’esterno sotto la tutela di qualcuno che possa eventualmente prevenire le cazzate, per quanto sia ormai chiaro a tutti che passare attraverso un ufficio stampa vuol dire far licenziare l’ufficio stampa.

Ovviamente non vi propongo il gioco di dare un nome al cretino: sarebbe troppo facile.

Buona giornata

L’impertinente

 

 

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