Cronaca – A testa bassa in bocca al coccodrillo

Guardia di Finanza

Ci sono notizie che sembrano fatte apposta per battere i record di idiozia e spingere ogni giorno più in là la linea che separa l’umano dal Trump, sempre a testa bassa in bocca al coccodrillo.

Quella su cui oggi ci divertiamo a sparlare riguarda un articolo del Secolo XIX a firma Paolo Isaia della redazione di Imperia, dove si narra la vicenda top per idiozia e singolare inutilizzo del cervello di un Militare della Guardia di Finanza di Sanremo, che riesce ad avere la seguente serie di buone idee e le mette in pratica tutte, fino alle estreme conseguenze, appunto finire in bocca al coccodrillo.

  • Per ben due volte, con due ragazze diverse e a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, si filma mente fa sesso, e fin qui, vabbè, fatti loro.
  • La location di dette performances è la sede della GdF di Imperia, usata nottetempo dal “pisello imbizzarrito” e relative incolpevoli partners, quale scenografia ideale fatta di scrivanie, schedari e computers per sventolare a favor di obiettivo la propaggine scellerata.
  • Il luogo migliore dove salvare i filmati di dette prodezze, secondo il futuro Premio Nobel, è il proprio computer nello stesso ufficio, forse con l’intenzione di sfoggiare con i colleghi le proprie conquiste, ma sicuramente non valutando che la location, sia del salvataggio che degli eventi filmati era un po’ “azzardata”
  • Non pago del filotto di stronzate fino a qui eseguite, lascia sul desktop le icone relative ai video, correndo il rischio, poi puntualmente diventato reale, che “qualcuno” non si sa bene fino a che punto con innocenza, apra i files e si trovi davanti il performante mandingo magari in posizione estatica sulla scrivania del comandante la stazione.

Il coglionimetro è esploso: così tante coglionate tutte insieme non si erano mai viste, e lo strumento ne ha fatto le spese.

E qui la gerarchia della GdF non ci ha visto più: la notizia del ritrovamento ha percorso fulmineamente tutti i gradini della scala fino ad arrivare sulla scrivania del Gen. Francesco Mattana nel proprio ufficio di Genova.

Qualunque sia la sorte futura dell’immane cretino, rimane da chiedersi sotto l’influsso di quale droga infernale si possa condensare un così alto numero di idiozie in una sola vicenda, data la apparente, devastante semplicità del tutto, perché il problema dell’atto in sé è inferiore alle motivazioni di cotanta imbecillità, sfoggiata da qualcuno che per mestiere dovrebbe essere in grado di fare le pulci al prossimo nell’interesse dello Stato.

Io, nei panni della GdF, prima di usare la divisa del fenomeno per pulirmi le scarpe, cercherei di capire dove compra la roba: dev’essere arrivata sul mercato una partita di eccezionale qualità, per ridurre così un militare in attività e forse su quello varrebbe la pena di indagare veramente.

Sul cretino stendiamo un velo pietoso.

Buona giornata

L’impertinente

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