Cronaca – America e tornado

America e tornado

Si chiamano Ivan (2004), Rita (2005), Katrina (2005), Wilma (2005), Ike (2008), Sandy (2012), Harvey (2017), Maria (2017) e come un’attrazione fatale, come un sacrificio che sanno di dovere ai mostri atmosferici che sempre con maggior frequenza si abbattono sul continente, dall’area caraibica fin sulla terraferma, per decine o centinaia di km all’interno, gli americani pagano ogni anno un tributo pesantissimo in vite umane e danni al territorio.

Tutti abbiamo negli occhi le immagini di devastazione successiva al passaggio di ognuno di questi uragani e tutti abbiamo sentito cifre astronomiche nella conta dei danni e relativi costi della ricostruzione.

E tutti noi europei, almeno una volta ci siamo chiesti: come si può essere così cretini da avere una frequenza di tornado da uno a tre/quattro l’anno, con centinaia di miliardi di dollari di spesa per la ricostruzione dopo il passaggio di ognuno, (senza contare i morti), e continuare a costruire quelle baracche decorative ma fragilissime che negli States, e a quanto pare in tutta l’America, si ostinano a chiamare “case”, già sapendo che in ogni tornado si trasformano in scatole di fiammiferi portate via dal vento?

Tutti sappiamo e abbiamo visto come vengono costruite dette scatole di legno e cartongesso in due settimane, massimo un mese, senza solette di fondazione, senza plinti interrati di un paio di metri a sorreggere una struttura, senza la benché minima misura di prevenzione dal punto di vista statico.

Sono sicuro che qualcuno proverà a rispondere che costerebbero di più, ma perché diavolo non viene in mente a nessuno che le strutture in cemento armato e l’uso di mattoni ridurrebbero di 9/10 i danni provocati dai tornado e i relativi costi di ricostruzione?

E’ stato calcolato che solo Harvey ha prodotto danni per 160 mld di dollari, ma nessuno dice che al costo unitario di ricostruzione di 200.000 $ l’una per ricostruire in cemento armato e mattoni, con 160 mld si potrebbero ricostruire 800.000 case che al prossimo tornado non volerebbero via.

Come per l’esistenza degli alieni, come per gli avvistamenti dello Yeti, come per la quinta giovinezza di Berlusconi, questa è una delle domande senza risposta del nostro tempo: come è possibile?

Sarà che ogni anno devono sacrificare ai tornado o che la “mafia della ricostruzione” è più forte di ogni buonsenso?

Buona giornata

L’impertinente

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