Cronaca – Più armi agli squilibrati

Più armi agli squilibrati

Dopo la strage al concerto country di Las Vegas, il buon senso evidentemente poco diffuso tra i sostenitori del libero commercio delle armi, dovrebbe tentare di rifarsi avanti.

Caduta la foglia di fico relativa a “se non sei armato non puoi difenderti”, rimangono i numeri impressionanti che, al di la delle motivazioni dello sparatore, probabilmente assenti, hanno permesso che il tutto avvenisse.

Il riassunto per l’osservatore esterno è che:

  • Il soggetto era in possesso di una quantità di armi e munizioni da alimentare anni di Intifada, che era riuscito tranquillamente a trasferire al 32 esimo piano del Mandalay Hotel, dove evidentemente è normale che un cliente sposti 19 fucili da guerra e un vagone di pallottole in camera da letto.
  • Era un 64 enne ricco ed annoiato, senza particolari motivi di orgoglio nella vita e con poche prospettive per il futuro, dal che, dopo l’ultima prodezza, il suicidio.
  • Probabilmente non vedendo particolari attrazioni nel divenire, ha scelto di fare l’unica cosa che non si era mai permesso per saldare i propri conti con il mondo: sfoggiare per una volta tutta la potenza di fuoco accumulata in anni di armi acquistate e mai usate nella maniera più soddisfacente, cioè sparando nel mucchio di altri esseri umani.
  • E quale miglior aiuto della gente riunita in un posto dove sbagliare è quasi impossibile e l’impianto di amplificazione copre il rumore degli spari?

Rimane la solita domanda al Presidente Trump: vendendo le armi e le munizioni con un qualche limite quantitativo si sarebbe potuto prevenire, tutta o in parte, una strage di questo tipo?

Se non ricordo male, neanche nei sequestri alla camorra o alla n’drangheta si sono mai trovate nella disponibilità di una sola persona così tante armi automatiche: per aver ritrovato nella camera dello sparatore 19 fucili e centinaia di munizioni dopo aver ucciso 58 persone e averne ferite circa 500, vuol dire che prima di iniziare a sparare ne aveva migliaia.

Evidentemente il business delle armi è tale che la morte di 58 persone innocenti e il ferimento di altre 500 fa parte dei costi collaterali che la legge sulla libera vendita decide di non calcolare.

Ma che non ci sia alcun modo per scoprire che un singolo si sta comprando di che armare un esercito, questa può solo essere il frutto della “famosa” coscienza sociale di Donald, dove probabilmente si rammarica dei morti perché dopo la bara non c’è più nulla da vendergli.

Buona giornata

L’impertinente

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