Cronaca – Legnate alla spagnola

Legnate alla spagnola

La questione se la Catalogna possa o meno reclamare la propria indipendenza dalla Spagna si perde tra articoli di Costituzione che dicono che la Spagna, come l’Italia, è unica e indivisibile.

Però se andiamo a vedere come stavano le cose al momento in cui è stata scritta e firmata la Costituzione, magari si scopre che da allora le cose sono cambiate in misura tale da rendere plausibili le spinte indipendentiste o, quanto meno, quelle che rivendicano una maggiore autonomia fiscale e legislativa, pur rimanendo a far parte della Spagna e della sua Costituzione.

Senza la pretesa di sapere se siano stati fatti tentativi in tal senso, rimane il fatto che i catalani non hanno visto nessun’altra possibilità che contarsi per vedere quanti siano favorevoli alla secessione dopodiché se i numeri avessero dato ragione, come hanno fatto, ai secessionisti, staccarsi introducendo un proprio parlamento, una propria Costituzione etc…

Qui casca l’asino, diremmo in Italia, e nel cascare si sfracella fino alle orecchie, perché le cifre della diaspora catalana sono tali da aver aumentato gli stimoli in direzione del wc a tutti gli altri parlamentari del governo di Madrid: la Catalogna da sola vale oltre il 20% del PIL spagnolo, come se al PIL italiano venisse a mancare il contributo della Lombardia e il relativo gettito fiscale.

Ve lo immaginate Gentiloni che comunica: “la buona notizia è che avremo 6 mln di abitanti in meno a cui dover provvedere , la cattiva è che dai lavoratori della Lombardia non vedremo più un Euro, e dagli autonomi men che meno”.

Ecco, in Spagna sta rischiando di accadere più o meno questo, e il governo Rajoy non sapendo più che pesci pigliare ha lasciato la parola alla polizia “d’importazione”, perché quella locale c’era il rischio si alleasse con i separatisti, con conseguenze che a Madrid non avrebbero gradito.

Personalmente sono dell’idea che bisognava pensarci prima,  non andare avanti per 60 anni facendo finta che il problema non esistesse, perché dopo aver dato la parola ai manganelli c’è più poco da trattare.

Ma una volta in più, L’Europa si è calata nella parte del mitico struzzo con la testa nella sabbia e il culo al vento, e ha brillato e brilla per la propria inutilità: dopo le tiepide posizioni di condanna, da parte di più o meno tutti gli altri stati per l’uso della forza, un sommesso brusio di politici imbarazzati, con l’intestino in disordine e il rotolo di carta igienica in mano è tutto quanto si avverte come reazione ufficiale alle legnate di Barcellona

A differenza dei parlamentari di Madrid che se la stanno “facendo sotto” all’idea di perdere il PIL e il  gettito catalano, di fronte all’inattesa violenza della polizia spagnola, la tradizionale invadenza europea si è ricordata che questa volta si tratta di una questione interna alla Spagna.  Fin quando non tocca direttamente gli interessi “Europei”, si rimuove il tutto con una bella corsa in bagno, dove vanno a finire tutte le seccature di cui non vale la pena occuparsi, nella gloriosa terra dei mai Stati Uniti d’Europa.

Buona giornata

L’impertinente

 

 

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