Cronaca – Novantenni in contromano

Novantenni in contromano

I dati dicono che ci sono sulle strade oltre 60.000 persone di età superiore ai 90 anni che continuano a guidare l’auto. La cronaca dice che il 25% degli incidenti, qualcuno mortale, negli ultimi 12 mesi sono causati da ultranovantenni alla guida. Tra queste due realtà sembra non ci sia osmosi, i dati non passano da un settore all’altro e non si va al di là del fatto statistico, per quanto sia importante iniziare a parlarne.

I rinnovi di patente annuale agli ultra novantenni vengono fatti tramite la visita medica, a cui non crede più nessuno, e un questionario compilato dal medico tramite domande al 90 enne, dove sulla carta sono tutti pronti a partire per l’Himalaya.

Poi se va bene si fermano al “dalla maiala” all’angolo della zona industriale e rischiano a suon di Viagra, ma questa è un’altra storia.

Perché, purtroppo per loro, (prossimamente noi, maiale non obbligatorie) il decadimento fisico che porta all’inabilità può, in alcuni casi, essere fulmineo, dove la sera guidavi tranquillamente una Ferrari e la mattina, se va bene, riesci a prendere le misure a una Panda.

E quando li incroci sulla strada scopri che il già temutissimo “uomo col capello” sta diventando un pericolo accettabile di fronte alla minaccia terrificante dell’”uomo con la dentiera”, e comunque entrambi diventano trascurabili inezie di fronte all’”uomo col pannolone”, massima espressione della pericolosità stradale, minima affermazione di residue capacità di guida, acquisite nel lontano ’39, sotto le armi e quando il preoccuparsi di “dove” si stava facendo pipì era un pensiero oltre 70 anni di là da venire.

In questi casi la visita annuale per il rinnovo può essere la condanna di altre persone, perché magari, prima del rinnovo hanno da passare 10 mesi, nei quali i cappelli, le dentiere e i pannoloni, raggruppati sulle stesse persone, sono in grado di mettere a ferro e fuoco interi percorsi autostradali o incroci cittadini.

Con quello che combinano ogni anno sarebbe il caso di introdurre il “buono taxi” che costa sicuramente meno di quello che riescono a combinare riunendo le varie categorie e generi di pericolosi autisti vetusti.

E figurarsi che l’ha capito perfino Berlusconi, lui con l’autista privato, se vuole continuare a dedicare le sue attenzioni dalle parti dell’Olgiata, per cui a quando un progettino di legge che mi permetta di assicurarmi un taxi over 90? Per le Olgettine per il momento passo.

Buona serata

L’impertinente

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