Cronaca – Toto Spagna

Felipe di Spagna o il fenomeno Borbonico

Mai reazione fu più tardiva, mai discorso più inappropriato, mai rischio più elevato nella Spagna fratturata di questi giorni.

Se qualcuno avesse avuto bisogno di conferme sulla scarsissima levatura politica di Felipe di Spagna, nelle scorse ore ha avuto le prove.

Non accettando la consapevolezza che la questione catalana si trascina da oltre mezzo secolo, il re accusa sostanzialmente di tradimento i vertici di Barcellona, neanche menzionando le cariche della polizia e i quasi mille feriti, scordando completamente di aver avuto decenni di possibilità per gestire la questione in maniera diversa.

Alla regola per cui un popolo ricco e pasciuto non pensa minimamente di lasciare il tetto, magari pure costituzionale, da cui detto benessere proviene, quale che fossero le istanze catalane, se per oltre 50 anni, sicuramente dalla fine del franchismo, sono riusciti a convivere con la Spagna, il rampollo dei Borbone oppone il fiero rifiuto di chi sa di non avere più neanche una faccia da salvare, ma volendo dare ad altri la colpa che sotto le telecamere di tutto il mondo finisca la prossima guerra civile spagnola.

Guerra civile spagnola

Perché il rischio che il borbonico fenomeno non capisca in che secolo siamo e decida di lasciar fare ai carri armati c’è veramente, tra la tiepida indifferenza europea nella quale è partito il Toto Spagna: carri armati si, carri armati no, i bookmakers stanno per diffondere le quote a cui verranno pagate le vincite.

Dell’Europa si continua a vedere solo il culo piumato, ignominiosamente esposto al vento e al pubblico ludibrio, mentre la testa continua a far bella mostra di sè nel cercare vermi sotto la sabbia, come il mito dello struzzo racconta e comanda.

Stanno uscendo le quote e vedo che l’ipotesi “carri armati sì” viene pagata pericolosamente poco, segno che è la più probabile.

Qualcuno spieghi a Felipe che sarebbe meglio una forma di “indipendenza a condizioni che….” dove magari trattando si provi a mettere una pezza su mezzo secolo di tempo perso, che non fare alla Sagrada Familia   quello che non sono riusciti a fare i terroristi dell’Isis, e per giunta farlo in proprio.

Buona giornata

L’impertinente

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