Politica – Il partito della carta igienica

Il partito della carta igienica

Evidentemente preda di moti indipendentisti tanto di attualità, all’interno del Pd viene inconsapevolmente utilizzata, senza alcun ritegno per le conseguenze, la strategia della carta igienica.

In qualunque punto lo guardi c’è il rischio di una scissione, un diverbio, un divorzio, uno strappo.

Con qualunque dei suoi appartenenti parli, scopri una corrente interna al partito, ma che nei fatti la pensa in maniera totalmente diversa da tutti gli altri iscritti.

La strategia della carta igienica è quella che sostiene che, all’interno dello stesso partito possano convivere posizioni differenti, in delicato equilibrio tra loro e di cui la libertà di appartenenza degli iscritti sia un legame effimero, facile da sciogliere, come appunto lo strappo nella carta igienica.

Questo dovrebbe essere la massima dimostrazione di quanto sia la democrazia a guidare la vita del partito, e di questo i cittadini e gli elettori dovrebbero essere grati.

Così le correnti di Renzi, Bersani, Speranza, Cuperlo, Orfini, D’Alema, Emiliano, Franceschini e non so bene quanti di loro riuniti in eventuali sottogruppi tipo “giovani Turchi” e altre folkloristiche denominazioni, spendono il grosso del loro tempo perennemente in discussione per trovare le aggregazioni necessarie a fare effettiva autorità parlamentare, bisogna poi vedere fino a che punto in favore del paese e da che punto in poi dei fatti propri.

Ma una costante politica c’è ed è valida per tutti i politici del PD: la gente ogni giorno vede le polemiche interne e pensa a quale altro uso concreto si potrebbe destinare questa enorme quantità di carta igienica, al momento pressoché inutile.

Qualcuno con i pantaloni abbassati e la tessera del PD in mano si comincia a vedere, ed è solo l’inizio.

Buona giornata

L’impertinente

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