Cronaca – Giustizia Cragnottologica

Sergio Cragnotti

Perché ovviamente un processo con i tre gradi di giudizio non era sufficiente e, guarda caso dopo la condanna a 4 anni del Geronzi (vedi articolo relativo) il Cragnotti becca il bonus “esci di prigione” se mai c’è entrato, e spalma goduriosi orgasmi sulla decisione della suprema corte che da un lato gli annulla la precedente condanna per bancarotta fraudolenta, dall’altra sostiene che la totale innocenza non è certa, quindi decide che il processo è da rifare.

Ora, data l’età del Nostro, classe 1940, ormai 77 enne, va da sé che se i tre gradi di giudizio occuperanno lo stesso iter temporale del primo processo, ci son buone probabilità che non ne veda la fine.

Per cui, che si fottano i 35.000 risparmiatori trombati, che si fottano i magistrati che decideranno un’altra volta di perdere tempo dietro a un groviglio di casini così ben costruiti da non essere più districabili, e dulcis in fundo, magari da qualche parte, intestata a chissà chi, salta di nuovo fuori la barca sulla quale a Montecarlo una sera di vittoria non ricordo di che cosa con la Lazio avete fatto un bel po’ di casino, e il Sergio ha davanti altri felici 14 anni, anno più anno meno, nei quali guardare l’azzurro e ringraziare la suprema corte per essere stata così gentile.

Poi, magari, se qualcuno imbarcato a Malta (perché in Italia sarebbe un po’ eccessivo), volesse condividere una settimana di vacanza per riprendersi dagli stress del tribunale, non sia mai che la cortesia dell’armatore, magari in incognito, venga meno.

La bellezza dell’impunità è che non lascia segni se non in coloro che impuniti non saranno mai perché  già puniti dall’impunito di turno.

E Cragnotti  sa che con l’ultima non sentenza, ma con la promessa del “tutto da rifare”, si è guadagnato la pensione, magari un po’ tardi ma che vuoi, anche la Giustizia Cragnottologica ogni tanto arriva quando può.

O magari non arriva proprio, la Giustizia.

Buona serata

L’impertinente

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