Politica – … sulla strada per Waterloo

… sulla strada per Waterloo

Senza la ignorante presenza di Donald Trump, ma con la presuntuosa arroganza di chi ritiene di “non avere tempo per queste cose”, sua Napoleonità mignon, nei panni istituzionali di Emmanuel Macron, (giuro che la rima è venuta per caso), pochi giorni fa si produce in una uscita degna del suo collega di Washington, in quanto a buon gusto e scelta di opportunità: il genio dell’Eliseo riesce in un colpo solo a fare una figura di merda e ad alienarsi le simpatie di una classe di lavoratori composta da pochi milioni di individui.

In un “fuorionda”, regolarmente andato in onda successivamente per i succulenti contenuti del Macron pensiero,  riesce ad affermare che il gruppo di lavoratori in manifestazione contro il fallimento non troppo chiaro dell’azienda in cui lavoravano “invece di stare lì a far casino potrebbero andare a cercarsi un altro lavoro”.

Curioso il fatto per cui, a spiegare a una platea di invitati, con la presenza di Macron stesso, che destra e sinistra sostengono valori diversi (ogni tanto capita) e spesso tali valori si contrappongono, il lapalissiano artefice di tanta arrampicata sugli specchi sia Dominique Strauss Kahn, nonostante la bellezza di 3 scandali sessuali tutti regolarmente verificatisi “infondati”.  Quasi come mandare Freddy Krueger a giustificare Berlusconi. Ma non erano tre indizi a fare una prova?

Comunque DSK , quale presenza rassicurante nell’amministrazione Macron, è tutt’ora allegramente in politica, a frullare l’acqua per tentare di giustificare ai francesi che al Presidente, degli operai non frega una beata cippa.

Se almeno avesse avuto il buonsenso di tacere, come se non sapesse che i microfoni a questo mondo non sono mai spenti, e se sei il presidente della Republique, qualcuno che ti sta registrando te lo trovi  anche nelle mutande, avrebbe evitato di cominciare a veder balenare, negli agitati dormiveglia presidenziali, l’indicazione stradale per una cittadina belga dove un suo connazionale, dei cui egocentrismi potrebbe essere erede, ha preso la sventola che ne ha segnato l’inizio della fine.

Solo che stavolta a Waterloo c’è il rischio che lo mandino i francesi (a fan’culo sembra brutto), deliziati dalle ultime perle di comportamento sociale manifestati dal Nostro, anzi dal Loro, e che ad aspettarlo nei panni di Wellington trovi una signora tedesca, dal nome Angelico e probabilmente non troppo entusiasta dei presupposti di voler rifondare l’Unione Europea manifestati da Emmanuel, che vorrebbe ridurre un po’, a favore della Francia, gli spazi operativi della Grande Germania.

Non me ne vogliano i francesi se, nel decidere di grattarsi via il brufolo Napoleonico, l’Orsa Maggiore di Berlino potrebbe scegliere di lasciare che il fastidio glielo tolgano i francesi stessi.

Francesi che ogni giorno stanno riducendo l’indice di gradimento del Presidente, e vorrebbero ricordargli che prima di pensare a rifondare l’Europa, potrebbe pensare ai lavoratori di casa propria e magari ad attaccare il cervello davanti a un microfono “spento”.

Buona giornata

L’impertinente

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