Politica – Trumpate quotidiane

Il Senatore Bob Corker

Pur senza la speranza che la presidenza Trump duri ancora a lungo, devo seriamente pensare che, a cose fatte, gli manderò un ringraziamento.

Nel mare magnum delle notizie quotidiane, quelle che riguardano il genio di Washington sono il meglio che si possa trovare per prendere in giro qualcuno: Lui.

È ufficiale. Gli americani, per giunta repubblicani e non solo democratici, se la stanno facendo sotto quanto e più di noi, per l’ennesimo colpo di genio del fenomeno di Pennsylvania Avenue.

Sembra che abbia passato il Columbus  Day a litigare con uno dei più potenti senatori dell’area Gop, il repubblicano del Tennessee Bob Corker, dove pare che il livello dello scontro sia andato ben oltre quanto il buon senso dovrebbe consentire.

IL commento di Corker, Presidente della commissione Esteri, come a dire che è l’uomo che dà l’ok a qualunque figura si voglia impegnare nella politica estera americana, è stato testualmente “bisogna fermarlo prima che trascini il paese nella terza guerra mondiale”, con il che precisando che nell’attività presidenziale The Donald si muove come sul set di “The Apprentice”, minacciando di licenziare e spesso facendolo, tutti coloro che non si piegano alle sue idiozie.

Ovviamente usando lo stesso metodo nei rapporti con gli altri interlocutori non americani che incontra.

Qualcuno può non dare peso, consapevole di avere davanti un pagliaio dotato di parola, peraltro  sconclusionata, ma il rischio che qualcun’altro sveglio come lui lo prenda sul serio c’è, e allora potrebbero essere problemi.

Sembra che, a detta del senatore Corker, gli ultimi baluardi tra la follia petulante di Donald e i suoi pericolosi interlocutori stranieri siano, nell’ordine, il Segretario di stato Rex Tillerson, ex Ceo della Exxon che in una recente riunione al Pentagono ha dichiarato di avere per capo un idiota, il ministro della difesa ed ex generale dei marines James Mattis, che dato il soprannome di Mad Dog (cane pazzo) potrebbe essere l’unico a dirgli di “no” senza rischiare una defenestrazione, e il capo dello staff, ex generale in pensione John Kelly.

Come dire, se ci vogliono due generali e un amministratore di multinazionale per impedire che faccia troppe cazzate, allora siamo messi veramente male e condividiamo le preoccupazioni.

Il consumo di carta igienica segna pericolose impennate ogni volta che Donald riesce a mettere le mani sul telefono e twitta qualcosa, anche perché non twitta un grammo di buonsenso neanche a pagarlo.

L’impertinente si sentirebbe di suggerire una camiciuola in cotone grezzo, piuttosto spesso, con fibbie sulla schiena e legacci in fondo alle maniche, perché pare che quest’anno la moda “Psyco” ispirata dal genio della stronzata vada moltissimo, tendente all’immobilizzo totale con tanto di bavaglio di sicurezza ad attutire, se non ad eliminare, eventuali stupidaggini e di fatto permette anche a Tillerson & Co. di andare a fare la pipì, senza che il pagliaio isterico si lanci a twittare castronerie in tutto il mondo.

Neanche a dirlo, la camera imbottita sarebbe perfetta, perché se lo lasci solo, è un attimo: un minuto prima ti stavi sgrullando il pisello e uno dopo sei al telefono con il Pentagono per capire dove puntare i missili.

Vedo male Tillerson, non è che sta rischiando un “fired” anche lui?

Buona giornata

L’impertinente

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