Cucina impertinente – La maledizione dell’hamburger

La maledizione dell’hamburger

Forse perché nato insieme al concetto di Fast food, quindi fatto con pane morbido, da consumare di fretta, magari in piedi, senza la necessità di un piatto e posate per gestirlo, quale panino in cui infilare senza ritegno qualunque cosa commestibile ci si trovasse sotto le mani, l’hamburger è assurto al ruolo di cibo più diffuso e di qualità peggiore con l’arrivo delle grandi catene di distribuzione che l’hanno fatto diventare una maledizione per molti.

Nonostante all’origine ci sia fondamentalmente una polpetta schiacciata e cotta alla griglia piuttosto che alla piastra, quando non fatto in casa magari in padella, la sua forza è il “combo”.

Tra l’orrore iniziale delle mogli tradizionaliste e delle mamme gastronome, la combinazione di elementi saturi di gusto e pessimi quale accostamento nutrizionale nello stesso panino, ha preso corpo la consapevolezza che l’hamburger è mortale, ma il suo sapore o la combinazione dei sapori di cui è composto, è quella che ne ha decretato la popolarità e i numeri da capogiro.

Diventato un classico del viaggio nelle confezioni “drive” con supporti in carta per bicchieri e cespuglio di tovaglioli inseriti nel sacchetto, alzi la mano chi, magari senza averlo mai provato, non si è trovato un figlio in giovane età a chiedere di andare da… condizionato dall’immagine della famiglia beota che azzanna estatica il pericoloso articolo.

E il “da chi andare” è la maggiore discriminante tra coloro che apprezzano il prodotto. Le sue varianti sono il gioco delle tre carte che i produttori giocano da 50 anni intorno a 5 ingredienti fondamentali: il pane, il genere di carne, il tipo di formaggi, il tipo di verdure, le salse.

Patate fritte e bibite gasate quali elementi fondamentali del rito satanico.

Assatanati a tutte le ore del giorno e della notte nel tentativo di dimostrare che “mettere insieme tutta ‘sta roba non fa male”, e fino ad un certo punto è vero.

Mai un cibo ha unito così i suoi estimatori e diviso i detrattori, dove alla fine la cosa che conta è sempre: mai nutrirsi di Hamburger più di 1 volta/settimana perché il combo, dal punto di vista dietetico è realmente molto impegnativo, ma vuoi mettere dopo il cinema, verso mezzanotte con il gruppo di amici celebrare il Sabba del weekend con la soddisfazione di “farsi un cheeseburger” prima di rientrare?

Satana si è dissociato, ha provato a farsi un “tre strati” e non trova il rito abbastanza cruento: il peccato di gola non è mortale al punto di fornire anime dannate ai suoi gironi.

Piuttosto le anime a dannarsi per discutere ogni volta con i sensi di colpa e il girovita, insomma peccatucci di serie C, che Diavolo.

Dopodichè, ogni volta che decido per il sì, ci aggiungo mentalmente “domani frutta” che a fare schifo ci abbiamo pensato oggi, a fare il morigerato ci pensiamo poi e lasciamo a Satana ben altre anime che mangiano da ben altre tasche.

E quasi sempre mantengo l’impegno, prima con l’hamburger, poi con la frutta, poi con il cinema, poi con la festa, poi con la corsa al mare, poi…. poi… poi… poi magari due patatine, una birretta e un …. fammici pensare.

Buon appetito

L’impertinente

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