Politica – Corteggiamento d’emergenza

Corteggiamento d’emergenza

Tutti stanno facendo il filo a tutti, o quasi. Berlusconi amoreggia con Renzi che di riflesso amoreggia con Salvini mentre la Meloni disamoreggia con Pisapia senza neanche sapere chi sia, critica Berlusconi e Salvini (ma tanto lei ha il 3% e non conta granchè), e per una volta “quasi tutti” sono uniti, compatti, solidali tra loro.

Lo spirito nazionale ha contagiato la quasi totalità delle formazioni politiche presenti nell’arco costituzionale e, finalmente, anni, decenni, forse secoli di ostilità, di sgambetti, di liti, di risse, di porcherie reciproche vengono dimenticati.

Convergenze inaspettate si palesano tra gli scranni, identità di vedute fino a ieri impossibili vengono individuate in nome di un fine superiore, vorrei dire supremo, ma che dico, divino.

La grazia di un Signore misericordioso e comprensivo è scesa sulle coscienze di buona parte dei politici nostrani ed ha indicato la via, ha proposto la salvezza, ha favorito le unioni, ha benedetto i sodalizi.

E così, sotto il patrocinio dell’Altissimo (che questa volta non appartiene al partito Socialista), sbocciano gli amori tra destra, sinistra e centro, tutti concordi, tutti uniti gioiosamente in amplessi politici di fronte ai quali il Kamasutra si spegne per banalità: cosa vuoi che sia un sesso biecamente fisico di fronte ad un grande alleanza?

Non ci sono stacchi di coscia, esuberanza di tette, prestazionalità di piselli, fisici palestrati o perverse ed eccitanti bruttezze che possono reggere il confronto con l’ecumenica ammucchiata istituzionale di una quasi totalità di parlamento che vota compatto per un fine glorioso: impedire a tutti i costi, qualunque cosa costi, dalla prostituzione al commercio degli schiavi, passando per lo stupro consenziente di figli e parenti, scambiati con voti rassicuranti e provvidi, ma impedire a tutti i costi, con una legge elettorale frutto degli interessi di tutte le mafie, congiunte in uno sforzo di potenza mai vista in precedenza, che il MoVimento 5 Stelle possa andare al governo e, peggio che mai, andarci da solo.

Ma ve la immaginate questa torma di sconosciuti, incapaci, confusionari poco corruttibili, animati solo da buonafede e speranza nel futuro, venire a scassare la palle armati di un consenso oceanico, per rompere consolidati meccanismi e sapere tutto delle pensioni d’oro, dei rapporti tra la politica e gli appalti, tra la politica e l’industria, tra la politica e la sanità, tra la politica e la previdenza, tra la politica e l’istruzione, tra la politica e le mafie, tra la politica e la politica, che alla fine è quello che realmente tutta l’Italia porta avanti da sempre?

Mai, mai, mai, mai, potrà il gruppo di stupidi idealisti cenciosi, non acculturati di che cosa è l’Italia, nemmeno sognarsi di credere di poter cambiare qualcosa: mai dico mai dovrà raggiungere un numero di consensi che gli permetta anche solo di provare a cambiare le cose, e se li raggiungessero, avranno la legge contro.

L’Italia dovrà schiattare tra la corruzione che la più grande coalizione trasversale di difensori dello status quo riuscirà a difendere, da mantenere a costo di mettere insieme a fare sesso il bue e l’asinello, la marmitta con la marmotta, il Diavolo con l’acqua santa, San Giuseppe con la pialla, Berlusconi con la Merkel, la luna con il pozzo, la ragione con la pazzia, Donald Trump con un’intero obitorio di 95enni putrefatte, ma ancora di buona volontà.

Questo è il prezzo che, chiamatelo Rosatellum, Trombatellum, Ammucchiatellum, Mafiosellum, i politici dei partiti chiameranno gli italiani a pagare per continuare a spremere il paese.

Perché fin quando ci sarà un pensionato da spremere, un lavoratore autonomo da vessare, un appalto da comprare, una commessa di materiale scadente da far passare, un terremoto su cui speculare, insomma altri italiani da trombare, il MoVimento 5 Stelle non governerà mai, mai, mai.

Buona giornata

L’impertinente

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