Cronaca – Complimenti all’Europa

Complimenti all’Europa

Ormai con il 95% delle probabilità che la questione spagnola si risolva internamente al paese iberico e senza la proclamata e poi sospesa indipendenza della Catalogna, l’Europa dopo aver esibito gloriosamente la testa nella sabbia e il culo per aria, regolarmente adornato di piume svolazzanti al vento dei giorni in cui per le strade di Barcellona hanno parlato i manganelli, riscopre la possibilità di fornire una giustificazione che le consente di defilarsi definitivamente.

L’11 ottobre l’Europa fa sapere al mondo che nella grana in questione non può assumere il ruolo di mediatore, in quanto se la Catalogna si separasse dalla Spagna lascerebbe automaticamente la UE, che al riguardo non avrebbe più alcuna autorità su di essa.

Il bello è che gli euro burocrati di Bruxelles hanno rilasciato detto comunicato solo dopo essere stati ben sicuri che in Spagna il confronto, dal punto di vista conflittuale, si fosse completamente fermato.

L’on. Tajani, presidente dell’Europarlamento non ha, ovviamente, spiegato che cosa avrebbe fatto l’Europa nel caso in cui le violenze non si fossero arrestate: sembra che l’ipotesi di avere una guerra civile in Spagna, con probabile coinvolgimento di cittadini di altri paesi Ue all’interno dei confini spagnoli e comunque dell’Unione, sia un evento che non fregava niente a nessuno.

Dato il dinamismo sia di posizione che di interventi mostrati, entrambi tali da far invidia al frenetico sprint di una panchina in cemento sul lungomare di Barcellona, è molto probabile che la posizione del governo Europeo sarebbe stata in linea con detto comportamento: speriamo che non si ammazzi nessuno, ma se capita, deplorare e invitare alla calma, ma se se le danno ancora di più e i morti aumentano, fare appelli varie volte al giorno ad abbandonare la violenza, magari associandosi al Vaticano che ce l’ha come dovere istituzionale, e se proprio non l’avessero voluta smettere, tirare in mezzo, sempre a suon di esortazioni, magari un po’ di aziende con i propri interessi in Catalogna, ma il tutto senza mandare un fottuto diplomatico a cercare di aiutare a dirimere la questione mentre la Catalogna era ancora e a quanto pare rimarrà, parte della Spagna.

C’è stato un momento nel quale ci si è chiesti che cosa avrebbe fatto l’Europa trovandosi con il rischio di una estensione dei moti secessionisti ad altri paesi che hanno al loro interno posizioni simili, vedi Irlanda e Scozia che vorrebbero rientrare nella Ue ma per farlo dovrebbero staccarsi da Londra, con tutto ciò che questo vuol dire.

Adesso abbiamo la risposta: un beato accidente di niente. L’Europa non esiste se non come accozzaglia costosissima di burocrati che con criterio Germanocentrico gestiscono le risorse economiche, a parte la BCE fin quando rimane in carica Draghi. Per tutto il resto uno zero assoluto, marchiato Berlino.

Non si pretende l’intervento della guardia nazionale come negli States, che peraltro in Europa non esiste, ma nemmeno l’imitazione dello struzzo mentre si è arrivati vicinissimi ai blindati per le strade e alla militarizzazione della Catalogna. Il Tutto con buona pace dell’inno alla gioia di Beethoven: nei panni del vecchio Ludwig mi sentirei un po’ preso per i fondelli. Ma quale gioia, l’unica musica comune a tutto il territorio UE è quella dei registratori di cassa, e guarda caso suonano tutti in tedesco l’inno alla moneta, Unica in quanto Germanica.

Almeno in questo, Ludwig potrebbe essere contento.

Buona giornata

L’impertinente

 

 

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