Cronaca – Il ritorno di Cesare

Il ritorno di Cesare

Dopo decenni di falsi allarmi e numeri da circo, con i quali si è sottratto alle affettuose attenzioni delle polizie di mezzo mondo, sembra che stavolta il Cesare torni a casa.

Non siamo ancora a “alea iacta est” ma forse non ci siamo mai stati così vicini. Se il giudice brasiliano che sta prendendo in carico la pratica dovesse decidere che anche il Brasile ne ha abbastanza di parargli il culo, potrebbe essere la volta buona che lo si metta su un aereo e ad aspettarlo a Roma trovi quei 2 o 3 ergastoli che ha ancora da scontare.

Per quanto tardivo, potrebbe essere l’epilogo di una vicenda che in varie occasioni si è dubitato di riuscire a chiudere, o almeno a chiudere onorevolmente, perché le domande relative a 35 anni di latitanza di Cesare Battisti sono tutt’ora apertissime.

Per chi guarda dal di fuori, risulta incomprensibile come un individuo condannato all’ergastolo per quattro omicidi, di cui due eseguiti personalmente, possa avere l’appoggio di governi stranieri (sicuramente quello francese e brasiliano) e ritrovarsi a vivere una vita di quasi normalità, mettendo su famiglia, facendo figli e ogni tanto sparendo per ricomparire, non appena le acque si sono calmate, con una nuova immunità da spendere per altri 10 anni.

Dato oltretutto il periodo della lotta armata, terminato in Italia da oltre 40 anni, ci si chiede in ragione di quale principio, seguito evidentemente dai vari governi francese e brasiliano avvicendatisi al potere, il Cesare abbia sempre saputo quale tasto toccare per soffiare nell’orecchio di qualcuno che conta “tenetemi qui” e di fatto ottenerlo.

Le ipotesi si sprecano, ma tra le più attendibili c’è quella che, in Italia, qualcuno con la coscienza pulita come una discarica di rifiuti tossici, ma in ottimi rapporti con i Servizi, non avesse particolare interesse a veder tornare un portatore di scomode verità e magari compromettere una carriera politica in corso fino a pochi anni fa, iniziata Dio solo sa quando, con l’appoggio, tra le altre cose, a personaggi della sfera politico/ criminale quale il Cesare.

E, dulcis in fundo, sarà curioso interrogarlo finalmente al di quà di quel Rubicone che per 35 anni è riuscito a non oltrepassare. Se non salta fuori nulla, allora vuol dire che chi lo ha paraculato potrebbe essere ancora vivo e, al momento, di quella parte politica e di quell’età me ne viene in mente solo uno: ad oggi si chiama Emerito e non è Papa Ratzinger.

Se Giorgio si dovesse lamentare che gli fischiano le orecchie, vuol dire che a pensarla così potrebbero esserci anche altri, ma se non sarà il Cesare a parlare, credo che dimostrare qualcosa sia pressoché impossibile, con buona pace delle vittime.

Buona giornata

L’impertinente

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