Cucina impertinente – Aperitivo senza pietà

Buffet aperitivo senza pietà

Ci sono serate, soprattutto estive, dove a seguito di una giornata con cravatta e rompiscatole misti ed assortiti, al momento del ritorno scatta la fregola da aperitivo.

E non da aperitivo qualsiasi, che so, lo sprizz o il bicchiere di prosecco, ma qualunque sia la cosa liquida scelta, deve essere corredata da un buffet di almeno 50 stuzzichini diversi, con il che trasformandosi in quello ormai denominato “apericena” o, in termini salutistici, indecenza gastronomica.

Colpo di telefono alla dolce metà, con l’imperio gioioso di chi sa di proporre qualcosa di piacevole, tipo “Rosalia (con cadenza sicula), venti minuti e sono a casa, fatti trovare apparecchiata da aperitivo e uscita serale”, alla quale Rosalia, piacevolmente sorpresa può solo rispondere “Jawhol mein Fuhrer” e si lancia nel guardaroba rotolandosi tra le scarpe e le mises.

La scelta del luogo di perdizione, regolarmente dotato di Dehors panoramico, viene fatta insieme e, all’arrivo sul posto, verificata la consistenza del buffet, si scatena la vergognosa passione per gli accostamenti indicibili, le degustazioni improbabili, i godimenti papillari.

E qui la differenza la fa il cuoco, o meglio colui che al cuoco da le indicazioni sulla natura del buffet: caldo o freddo? Più caldi o più freddi? Sfoglie ripiene o tartine spalmate? Bresaola con limone e grana o dadini di patate al forno con fonduta? Insalata di pasta o insalata di qualunque altra cosa? Prosciutti arrotolati su grissini o gamberi smutandati su crostini?

Lo so, poi ci si fanno venire i sensi di colpa, ma si risolve il tutto con “ho sbragato un po’, ma d’altra parte non ho fatto cena”.

E la fantasia perversa del cuoco guida la serata attraverso l’uscita di nuove proposte, delle quali si chiedono informazioni a quelli del tavolo di fianco, che hanno già assaggiato, e magari ci si scambia le impressioni in un educato dialogo tra golosi, dove dopo due volte che frequenti il locale ci si conosce tutti e si chiedono informazioni “stasera è già uscito il patè di cinghiale con le bruschette?”

A seconda della risposta, cambia la strategia alimentare, dove tocca scegliere se lasciare spazio al divenire o cogliere l’attimo e poi via.

Quando poi la componente liquida dell’apericena è Sua Maestà il Bloody Mary, va da sé che la serata sarà un successo, il seguito un tripudio e la nottata un evento.

Voi vi chiederete il perché della celebrazione dell’apericena in questo articolo, e io vi rispondo: stavo rischiando la tristezza dopo aver letto la descrizione di uno “spuntino dietetico salutare a base di sedani crudi, formaggi senza formaggio e melanzane grigliate con ipotesi d’olio da non pronunciare a voce alta, perché se no fa male”, e non ci ho visto più.

Le persone che pubblicano certi spuntini andrebbero sottoposte al quesito amletico “fa più danni il sovrappeso o la depressione?”

Io la risposta ce l’ho e qualche kilo in più anche. Secondo voi?

Buona giornata

L’impertinente

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