Cronaca – Promesse da Faraone

Il Faraone Silvio Berlusconi

Sceso in Campania per partecipare alle nozze della sorella di Francesca Pascale, Silvio Berlusconi non ha resistito all’occasione di arringare le folle ed ha portato una ventata di speranza in quel di Ischia, iniziando così a raccattare qui e là consensi per le future elezioni, se mai ci saranno.

Nonostante le voce ormai rallentata, vagamente sibilante nelle consonanti più impegnative, e molto meno sicura di un tempo, il Berlu ha riproposto uno dei suoi cavalli di battaglia: lo show modello “la visita del Faraone”, armato di teorici argomenti di onnipotenza divina e sbrodolando date e numeri quanto meno da verificare.

E così si assiste allo sfoggio di prodigiosa memoria, mentre enuncia il numero delle case ricostruite a tempo di record dopo l’ultimo sisma de L’Aquila, basandosi sul quale calcola che in primavera si potrebbe avere ricostruito tutto quanto distrutto dal recente sisma ad Ischia.

E il popolo bue applaude al bel sogno, non tenendo conto del fatto che il Silvio racconta palle come respirare, anzi ormai anche meglio, perché il respiro non gli permette più le apnee da 20 minuti di un bel tempo che fu, mentre srotola il campionario.

Tra le palle migliori della sua storia, il milione di posti di lavoro, l’abbassamento delle tasse (comune peraltro a tutta la sinistra), e l’innalzamento delle pensioni a livelli pressoché impossibili, a Ischia la palla più gettonate è “per la primavera avremo ricostruito tutto”, non specificando di quale anno.

Dove sarebbe bello spiegasse che per farlo deve vincere elezioni non ancora indette e che potrebbe anche perdere, ma il risultato se lo sta già rivendendo come cosa fatta, tanto l’importante non sono le case ma i voti degli Ischitani, che sono messi lì per credere e votare.

Lanciandosi in visioni profetiche sulla prossima legislatura, il Berlu disegna luminosi scenari di riscatto per il paese e non gli passa neanche per il cervello che qualcuno potrebbe chiedergli come mai quello che non è riuscito a fare nei precedenti 25 anni di vita politica, dovrebbe riuscire a farlo negli ultimi 5, lucidità permettendo e figuracce trascurando.

Tra le meglio battute degli ultimi giorni, sta girando che lui è quello che ha messo i bidet nei campi profughi in Libia quando ancora c’era Gheddafi, spiegando così che avrebbe spiegato agli “scopatori” africani l’uso del nuovo strumento di lavaggio soprattutto nelle fasi preliminari di un rapporto sessuale.

Come se in Africa avessero bisogno di lui per imparare “i preliminari” da dedicare a donne che spesso si limitano a prestare un orifizio infibulato e dolorante alle smanie riproduttive di un maschio infoiato.

Se l’opportunità di dire la cosa sbagliata o inutile si potesse misurare, probabilmente Il Silvio sarebbe un fuori concorso per eccesso di prolificità.

Com’è che non sento una levata di scudi da parte delle femministe nostrane nei confronti di questa perla del Cavaliere? Sono ancora tutte a farsi un bidet per rinfrescare piselline reduci da focosi rapporti con Lui o piuttosto comincia ad esserci qualcuno che quando dice coglionate non lo prende più sul serio?

Buona giornata

L’impertinente

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