Quotidianità – Stupri di successo e storie di innocenza

Harvey Weinstein

La squallida vicenda venuta alla luce e riguardante il mega produttore Harvey Weinstein, più tutta una sequela di altri personaggi che man mano vengono fuori dai racconti delle attrici, si presta a una serie infinita di considerazioni, che hanno innescato una discussione in famiglia.

Secondo chi, in quanto donna, è passata dal sentirsi proporre forme di “scambio” sessuale per lavorare, a chi in quanto maschio sostiene che ci siano donne perfettamente in grado di essere loro a “forzare la mano”, proponendo la stesso tipo di scambio.

La motivazione addotta è: se una donna non la dà, finisce esclusa e non lavora; se peggio che mai, parla, finisce ancora più esclusa e non lavorerà mai, quindi la dà, forzata dalle circostanze e può parlare solo vent’anni dopo, per cui la colpa è sempre del maschio.

Più di un’articolo, una interrogazione: tutte le donne pensano che non ci siano femmine decise ad usare consapevolmente e propositivamente la propria femminilità per farsi strada?

E, da parte maschile, nessun maschio in posizione decisionale si è mai sentito dire da una donna “se le fa piacere potremmo metterci d’accordo?”

Sono sempre stato convinto che le responsabilità di determinati traffici andassero ripartite al 50%, e adesso scopro che, secondo mia moglie, le donne che si offrono spontaneamente sono un prodotto dell’immaginario maschile, nella realtà non esistono e a proporre mercificazioni abbiette sono sempre e solo i maschi.

Grazie per i commenti

Buona giornata

L’impertinente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *