Cronaca – Qualcuno mi deve spiegare 2

Marco Della Noce e il divorzio preistorico

Se nella puntata precedente chiedevo spiegazioni sul perché la ex Signora Della Noce, dopo il divorzio dal marito, avesse avuto la buona idea di sequestrargli la partita Iva, impedendogli di fatto di lavorare e di pagare gli alimenti, finendo addirittura a dormire in macchina, oggi la questione è un po’ diversa.

Ma ancora prima viene una considerazione di basso livello: che sia stata una interpretazione dei giornalisti, vorrei capire fino a che punto pilotata, ma sostanzialmente la precedente notizia era una bufala.

Non bufala perché Marco Della Noce non vivesse effettivamente in auto, cosa peraltro non verificabile perché al momento le cose sono un po’ cambiate, ma perché da qualche giorno circola una dichiarazione dell’avvocato della Sig.ra Della Noce che la racconta un po’ diversa.

Per intanto il divorzio del fenomeno che, data la professione, sta simpaticamente prendendo per il culo tutta Italia, (e aspettarsi qualcosa di diverso, da un cabarettista, sarebbe sbagliato), risale a 12 anni fa, tempo nel quale il Nostro, ancora ai tempi del successo di Zelig, non avrebbe avuto motivo alcuno per non pagare alimenti e dormire in auto, perché i suoi guadagni erano decisamente significativi.

Nei dodici anni successivi, non certo in difficoltà economiche, ha avuto sicuramente almeno un’altra compagna, forse anche di più, ma tra i tanti impegni pare si sia totalmente dimenticato di quelli con Equitalia, che purtroppo per lui e per noi, anche se ha cambiato nome, non si scorda neanche di quella volta in cui sei schizzato fuori dal letto sbagliato, nel lontano ‘85 ; figurarsi di quel che gli è dovuto.

Così, come in tutte le vicende che hanno a che fare con la presenza attiva ed esattiva del Ministero delle Finanze, anche al Sig. Della Noce (mica solo a me, porca puttana), sono arrivati a chiedere, a me il “mal versato”, a lui il “mai versato”.

E si sono trovati davanti gli attuali redditi, praticamente a zero del soggetto a cui hanno, per quanto possibile, portato via anche le mutande, dal che il soggiorno in automobile.

Ora, va bene che con la burocrazia del Bel Paese non si scherza, va bene che qualche svarione nei pagamenti, vuoi per necessità vuoi per errore, l’abbiamo fatto tutti, ma che nei momenti di gloria ci si “scordi completamente” dello zio Sam, direi che è un po’ grossa.

Per cui, alla faccia di tutti quelli che pagano e imprecano, il Marco, dopo essersi sperperato tutto lo sperperabile in 12 anni di vita, pare non esattamente morigerata, al momento di dover cominciare a pulirsi  le chiappe con le ortiche perché non ha neanche più la carta igienica, decide di giocarsi la fiche della pietà a mezzo stampa, e dà la colpa a un divorzio preistorico.

Come se il Berlusca dovesse dare la colpa delle persecuzioni giudiziarie al nonno che, durante la campagna di Russia, aveva combattuto contro i comunisti. E i comunisti, si sa, possono non sapere come si governa un paese, ma a distanza di 60 anni troveranno sempre un magistrato da scatenarti contro, e il Silvio ne sta pagando le spese ancora oggi.

Farei personalmente i complimenti al Sig. Della Noce per la tempestività e la faccia da Zelig che, probabilmente, lo salveranno un’altra volta e, caso mai dovesse scordarsene, alla ex Signora Della Noce che tra un po’ il simpatico paraculo sarà di nuovo nelle condizioni di far qualcosa per i figli. All’Agenzia delle Entrate purtroppo non c’è bisogno di ricordare alcun credito: se non li ha se li inventa, poi vai tu a dimostrare che anche da loro si fanno le canne.

Buona Giornata

L’impertinente

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