Cucina impertinente – Facciamoci le pere

Facciamoci le pere

Ci sono dipendenze sulle quali si spendono volentieri due parole di raccomandazione. Sicuramente se le pere sono quelle che la stagione fornisce, al giusto grado di maturazione, sono migliori e meno pericolose di ciò che si fanno i tossici, sia pure con lo stesso nome.

Finalmente, le pere di ottobre non sono quelle “da lancio”, di durezza marmorea, che tutto il resto dell’anno si trovano “fresche fresche da congelatore”, dopo 15 giorni in giro per il mondo a giocare a scacchi con i pinguini nella stiva di qualche nave.

E che poi ti trovi  sui banchi dei mercati, o peggio, dei supermercati, che ti vogliono vendere le pere della stagione scorsa, amorevolmente conservate sotto ghiaccio ma un po’ stufe, dopo aver perso a scacchi contro i pinguini per sei mesi.

Invece le mie pere “autentiche” di quest’anno, dal momento della prima apparizione ad oggi, sono state usate:

  1. Come “recupero al volo” di crostata, nata per essere di mele, prima di scoprire che di tondo in casa erano rimasti solo oggetti di plastica, assolutamente non collaborativi. Le pere sotto gelatina nella guarnizione della torta hanno svolto un ruolo superbo, non smentendosi nemmeno al momento della degustazione. Se alla crostata di pere accostate un passito di Pantelleria, libidini violente.
  2. Spuntino di mezzanotte, pucciate nel miele, davanti alla TV.
  3. Variante in bicchiere dello spuntino di mezzanotte: frullato di pere, miele e un goccio d’acqua per la componente liquida, con o senza TV, basta il bicchiere, se è grande ce ne sta di più e ci potete andare in giro per il giardino. Se andate in giro per il giardino a mezzanotte con un frullato di pere in mano, siete più strani di me.
  4. Marmellata fatta in casa, con poca acqua e zucchero di canna (per il momento l’unica maniera con cui amo farmi le canne), sterilizzare a bagno maria, raffreddare il tutto e infilare in dispensa, nell’attesa del momento in cui far conoscere alle pere il burro e la fetta di pane, praticamente il triangolo perfetto, alla faccia di chi le pere se le spara in vena.

Se poi la pera al miele chiede di variare la location e vuole accompagnarvi in camera da letto, sapendo che siete in compagnia, datele retta. Ci sono piccole cose che ti cambiano la giornata, e le pere da letto sono tra queste, se possibile con il miele o magari anche senza, da leccare e strofinare amorevolmente, pur di essere in due, e uno dei due abbia due belle “pere”.

Buon…. Appetito?

L’impertinente

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