Quotidianità – Il passato non torna mai

Il passato non torna mai

Sei lì che ti stai facendo gli affari tuoi, curiosando sulla bacheca di Facebook, quando attraverso messenger ti arriva  un cordiale “buongiorno, come va?”.

Dato il tenore medio delle comunicazioni da social, non identifichi subito nel soggetto scrivente una persona che non vedi da almeno 25 anni.

Dopo di che, frugando in memoria saltano fuori i connotati da abbinare a nome e cognome, e ti tornano alla mente chiacchierate kilometriche davanti a una birra, ansie amorose nelle quali ci si raccontava i reciproci problemi con le relazioni del momento, messaggi di aggiornamento sulla quotidianità dell’uno e dell’altra, cioè quelle cose che si fanno quando tra le persone non ci sono storie amorose ma una semplice e affettuosa amicizia.

Con piacere rispondi alla richiesta di contatto e comincia un dialogo scritto, messaggi di amenità e informazioni ulteriori a quelle fornite da FB, dove l’attualità riacquista una dimensione confidenziale, o almeno così pare a te che, nella maniera di scrivere e di parlare, ritrovi una ragazza che sicuramente non c’è più, ormai con una esistenza consolidata di marito e figli,  ma che a te fa piacere continuare ad attribuirle, scegliendo di non affidare l’emozione del momento al certificato di nascita, ma al timbro vocale, ancora quasi uguale a quello che ricordavi.

Alla richiesta “ti va di vederci per un caffè”, da parte di lei, ti rendi disponibile per la mattina successiva, tra le diffidenze di tua moglie, alla quale hai un gran daffare per spiegare che la persona che vedrai non è una ex, con possibili rischi di ritorni di fiamma, ma una semplice amica di vecchia data che non vedi da una vita.

Le considerazioni di opportunità di tua moglie sostengono che non sia il  caso che una donna sposata inviti per un caffè il marito di un’altra, ma tu che conosci bene la fanciulla, rassicuri tua moglie sulle buone intenzioni tue e, sicuramente, anche di colei che vai a incontrare.

La mattina dopo, all’ora stabilita, chiami la vecchia amica con l’emozione di chi sta per affrontare un tuffo nel passato, fatto di esperienze e momenti di un tempo che fu, e scopri che la simpatica, propositiva, cordiale amica di vecchia data, dopo essere stata lei a fare la richiesta di incontrarti, se n’è scordata.

Neanche una scusa qualsiasi via Whatshapp per avvertire, che so, di aver avuto un contorcimento intestinale da ritrovarsi l’ultima cena a rimbalzare irrequieta tra le pareti del WC, un’attacco di scrofola da vita nel bronx, in mezzo agli scarafaggi, per gli ultimi vent’anni, una asciugatura di capelli terminata con il lancio del phon nella vasca piena d’acqua, con esplosione del salvavita.

Assolutamente no, “scusa mi sono dimenticata, e ormai sono in un’altro posto per circa un’ora e mezza, però se vuoi possiamo fare per domattina”.

E lì ti rendi conto che il tempo è passato e il passato non torna mai, che tu sei una delle centinaia di persone che ogni giorno seguiamo su Fb,  di cui in realtà frega ben poco a quasi tutti, e che al tuo piacere nel ritrovare e rievocare un pezzo di vita nella vecchia amica, corrisponde da parte di lei una serata di noia da riempire con un nome diverso dai soliti, dove dire “vediamoci per un caffè” e cercare un momento per farlo, è come dire “quando scendi porta già la spazzatura”, piuttosto che “vedi di non farmi trovare tua madre in mezzo ai piedi domani al rientro”.

Diceva Gordon Gekko “non posso cambiare il passato ma posso provare a migliorare il futuro”. Tu per il futuro ti accontenteresti di qualcuno che ti manda un messaggio con una scusa banale, ma che almeno non getti via con noncuranza un ricordo positivo del passato.

Buona Giornata

L’impertinente

 

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