Politica – Costituente islamica italiana

Costituente islamica italiana

Il prosciutto sugli occhi e il prezzemolo nelle orecchie, che tanto per usare un modo di dire volto a indicare le più bieche e volontarie cecità e sordità, in questo caso sta ad indicare una di quelle piccole notizie di poco conto, alle quali per qualche motivo, nessuno vuol dare importanza.

Eppure, come riportato dalla stampa nazionale, già presentato a Torino, Milano, Roma e Imperia, il documento della costituente islamica permetterà ai musulmani d’Italia di avere come interlocutore lo Stato, nel chiedere più diritti per i fedeli di Maometto.

Dato l’attuale numero di 2,7 milioni di islamici presenti in Italia, pur non essendo ancora un partito, (perché, il M5s lo è?) sono ormai in condizioni di chiedere al governo qualunque cosa, essendo probabilmente l’organizzazione, dopo i sindacati, con più appartenenti “ufficiali”.

Ora, sarebbe curioso sapere come reagirebbe il governo di un paese islamico di fronte a un proposito di costituente cristiana, quale interlocutore dello stato, con quasi il 5% dei cittadini aderenti.

Che chiede di poter liberamente edificare chiese, come gli Islamici vogliono edificare moschee, il riconoscimento della carne di maiale, come gli islamici chiedono allo stato di far certificare la carne Halal dai Nas dei Carabinieri, e magari la libera esposizione di tutti i simboli della cultura cristiana e occidentale che pur risultando offensiva per gli islamici (che si sentono offesi da quasi qualunque cosa non li riguardi), dovrebbe avere gli stessi diritti della cultura locale.

Allora sarà meglio ricordare alla gente per bene, che vuole l’integrazione con l’islam a costo di rinunciare completamente alla propria cultura e identità, che nella maggioranza dei paesi islamici viene data la residenza, mai la cittadinanza a uno straniero, neanche se di religione islamica, e che l’unica maniera per ottenerla è attraverso il matrimonio con un o una local, questo proprio per evitare la nascita di organizzazioni di fatto estranee al paese, in grado di crescere e dare fastidio al governo.

Invece una belle fetta di italiani, nella loro astuzia e superiorità magnanime, stanno chiedendo parità di diritti e dignità ai figli degli esponenti di una cultura tribale con 500 anni di arretratezza, solo perché detti figli sono nati in Italia: allora vuol dire che se in Italia nasce un fautore della destabilizzazione in favore della restaurazione del medioevo islamico, ha gli stessi diritti di realizzare i suoi programmi di chiunque altro?

Forse, secondo questa logica, sarebbe stato meglio tenersi le brigate rosse, che almeno, tra un ammazzamento e l’altro, non avevano pregiudizi nei confronti delle donne, degli alcolici, e del prosciutto, magari da togliersi dagli occhi e infilare in un panino.

Una volta in più, l’idiozia democratica degli ottusi traditori dell’occidente, fa si che la Democrazia sia lo strumento a disposizione di chi la Democrazia vuol cancellare, nel nome di una uguaglianza che verrà eliminata non appena il numero dei seguaci di Allah sarà tale da poter modificare la Costituzione.

E per quel che riguarda i progetti di costituente islamica, che nessuno spiega cosa vuole dire, sarebbe bene precisare che per “costituente” si intende la nascita di una nazione islamica, interna all’Italia, a confrontarsi con lo Stato italiano fin quando numericamente saranno abbastanza da decidere di farla diventare la “Repubblica Islamica d’Italia”, per la gioia dei fenomeni che vogliono per gli immigrati e i loro figli lo ius soli, ius culturae e ius sanguinis.

Ovviamente questa interpretazione viene negata da tutti coloro che lo definiscono “solo” un organo rappresentativo per dialogare con lo Stato, però chissà perché, l’hanno chiamato “costituente”. Un caso, sicuramente un caso, nulla di voluto e di rappresentativo di un ben diverso progetto.

Si potrebbe proporre ai produttori di salumi, la nascita di un albo dei difensori dello ius porcus: magari, ancora per poco, scopriamo di essere qualcuno in più, nati in Italia da sempre e non diventati italiani, in grado di mettere in discussione la cultura locale perché entrati piagnucolando nella cultura di un popolo dal ventre molle, solo perché scesi da un barcone 30 anni fa e avendo fatto figli a ripetizione, come l’islam impone.

Una curiosità: nel simbolo della costituente islamica italiana, che vedete in cima a questo articolo, non c’è alcuna forma riconoscibile, perché si sa, le immagini offendono l’islam.

Buona giornata

L’impertinente

 

 

 

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