Politica – Dove non è riuscita la mafia

Il Presidente del Senato Pietro Grasso, ex PD

Per la serie “fantapolitica delle ipotesi”, oggi mi capitano alcune considerazioni su una vicenda che sta vedendo in veste di protagonista, Pietro Grasso.

Sulla natura del soggetto, sicuramente più avvezzo a operazioni di intervento che non di attesa, nonostante i tempi tecnici della magistratura antimafia di cui ha fatto parte per tutta la vita ante politica, direi che c’è poco da scoprire.

Invece, per il Presidente Pietro Grasso, probabilmente, il ruolo di Senatore, senza voler ipotizzare andasse un po’ stretto, se non altro per l’inconcludenza della politica italiana, poteva essere un tentativo di passare dalla parte di chi per il paese svolge un ruolo di impostazione della vita pubblica piuttosto che di repressione della malefatte altrui. Ci può stare e lode al tentativo.

Sulle ombre nella sua gestione del ruolo di Presidente del Senato, si è detto e scritto molto, ma personalmente preferisco pensare che dopo decenni di guerra guerreggiata contro la mafia quale magistrato, il tratto caratteriale del camaleonte, dove in politica se qualcosa capita non è mai  quella che sembra, probabilmente non è parte del suo modo di agire, e per questo la prestazione può essere risultata più opaca di quanto una precisa impostazione da magistrato avrebbe consentito.

Però, al netto degli immobilismi istituzionali di cui il mostro governativo è purtroppo squallido esempio, a quella fantastica congrega sbrindellata di pasticcioni, invidiosi, rancorosi, triplogiochisti, arruffoni, voltagabbana, falsamente sinistrorsi e, alla fine, falsamente qualunque cosa vi venga in mente, riunita sotto le insegne del PD, è riuscita l’impresa che dopo quarant’anni di lotta, la  mafia non era riuscita ad ottenere.

Pietro Grasso ha detto “basta” e ha sbattuto la porta uscendo, dopo essersi reso conto che l’acronimo non era più per Partito Democratico, ma per “Putiferio Delirante”.

Forse dopo aver dovuto assistere, con la necessaria equanimità del Presidente del Senato, al drammatico, schifoso, irresponsabile, vergognoso spettacolo quotidiano della politica di partito, culminata in quell’atrocità legislativa che risponde al nome assai poco istituzionale, ma evocativamente suino come un trancio di lonza su un tavolo di marmo, di “rosatellum bis”, ne ha avuto abbastanza.

In quell’armata Brancaleone che è il parlamento italiano, di mezze figure “tutte contro tutti”, del quale partito al governo aveva in tasca la tessera, il Presidente Grasso potrebbe aver iniziato a convincersi che almeno la mafia si può combattere, e in qualche caso si vince, magari in altri si perde, ma se contro il parlamento è dura, contro il PD non c’è storia.

Il PD è il nemico del PD, che nel PD vede e riconosce i peggiori comportamenti di sè stesso in quanto popolo.

Quindi, come in un’immagine allo specchio, pur senza esplicita ammissione, si riconosce inconsciamente il paese stesso, composto da sostenitori e oppositori, e si detesta senza poter per questo negare l’immagine che lo specchio gli rimanda, in quanto fedele riproduzione di ciò che è.

Evidentemente, nella patria di tutte le mafie, Pietro Grasso, al momento in cui forse si sta rendendo conto che la mafia combattuta sta per essere sostituita da gente seduta sugli scranni del parlamento, che usa lo strumento istituzionale per farsi i fatti propri e dei propri sodali, da qualunque regione provengano e qualunque porcata sostengano, magari si sta chiedendo se è proprio il caso, per lui, di fare parte della nuova mafia statalizzata, legalizzata, e auto referenziata, di cui il PD sembra la cortina fumogena di contraddizioni per non far mai capire  che cosa accade veramente.

Sarebbe bello se pensasse di tornare a fare il magistrato, ma il tempo non è dalla sua parte, e ritrovarsi a processare gente appoggiata da persone con cui ha lavorato fino a poco tempo prima, forse non è così semplice. Però, dopo aver rinunciato al Pd, sono sicuro riuscirà a fare dignitosamente il Presidente del Senato fino ad andare in pensione… o almeno fino al prossimo “porcatellum tris”.

Buona giornata

L’impertinente

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