Cronaca – Intervista mafiosa?

Roberto Spada – Intervista mafiosa?

Salta il coperchio sull’immondizia di Ostia e si scopre che una città/quartiere di 250.000 abitanti è in mano a una famiglia mafiosa, gli Spada, che fanno il bello e il cattivo tempo sotto i soliti occhi glauchi di uno stato assente, vuoi per necessità, vuoi per convenienza.

Si scatenano i segugi dell’informazione e un inviato di Nemo, trasmissione della Rai a cui vanno le manifestazioni di solidarietà di tutta Italia, (all’inviato, non alla trasmissione) si becca una capocciata dal “Sig.” Roberto Spada che in una frazione di secondo gli trasforma la faccia in una pizza margherita, con relativa frattura del setto nasale.

La levata di scudi popolare nei confronti dell’aggressione mafiosa alla stampa, monta al punto che quello che non era stato possibile fare per difendere 250.000 persone vittime di comportamenti mafiosi da parte degli Spada, diventa possibile in poche ore e Roberto Spada viene tratto in arresto.

Quello che sarà la fine di questa vicenda, ad oggi non è dato sapere, ma un paio di considerazioni sono obbligatorie.

  1. Se per far muovere il culo allo stato c’era bisogno di rompere il naso a un giornalista, bastava saperlo e magari ci si risparmiava una città alle porte di Roma che, a quel che si vede, se la gioca con Scampia, e magari vince pure.
  2. Chi è che dopo un’ora e mezza di provocazioni, domande idiote, pretesti assurdi e presenza asfissiante di giornalista e telecamera, non avrebbe usato il metodo Spada, per discutibile che sia?

Cioè, quando qualcuno, con il pretesto di voler fare informazione, come molte volte abbiamo visto fare ai “giornalisti d’assalto”, decide di esasperare il soggetto intervistato mettendogli in bocca parole non dette, interpretazioni contrarie al suo voler dire, ammissioni di colpa ottenute giocando con le parole, qual è il limite perché non diventi a sua volta “mafiosa” l’intervista, perché forzata, estorta, esasperante e provocatoria al punto da indurre un personaggio come il Roberto Spada a usare il sistema che probabilmente più si confà all’onorata professione che svolge, visto che a fare il mafioso si ha una certa esperienza in pressioni, sia fisiche che verbali?

Senza voler in alcun modo giustificare la reazione dello Spada, ma personalmente ci si augura di poter indurre detto giornalista a correre incontro a un treno a testa bassa pur di togliersi di torno, perché la libertà di dire “no comment”, con tutto ciò che ne consegue, perfino i mafiosi ce l’hanno davanti al magistrato, e che non possano averla davanti a un esasperante rompipalle con microfono, perché la provocazione deve essere subita per omnia saecula saeculorum, mi pare troppo.

Poi magari se rompendo il naso a un rompicoglioni si riesce a fare qualcosa per Ostia, questa mi pare una buonissima notizia, ma se era così facile, bastava romperglielo prima.

Buona giornata

L’impertinente

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