Cronaca – La mossa del cammello

Il Gen. Al Sisi – La mossa del cammello

Che sarebbe la variante araba della “mossa del cavallo”, quella che negli scacchi fa muovere il pezzo con un movimento a L, in modo tale che non necessariamente viene indicata all’avversario una direzione nella quale far proseguire l’azione.

Nel caso arabo la “mossa del cammello” è quella che, con notevole creatività e altrettanto notevole ritardo, ha portato il Gen. Al Sisi, Presidente egiziano nonché di fatto capo della giunta militare che guida il paese, a dichiarare “sulla vicenda Regeni vogliamo trovare il colpevole anche noi, perché quanto accaduto ha danneggiato sia l’Egitto che l’Italia”.

Nella tardiva e pur plausibile motivazione data da Al Sisi alla ricerca della verità sulla morte di Regeni, c’è il fatto che al momento del ritrovamento del corpo di Giulio, una delegazione di imprenditori italiani stava per effettuare cospicui investimenti in Egitto, successivamente sospesi a causa della crisi apertasi tra i due paesi.

Quindi, secondo questa logica, chiunque abbia ucciso il ricercatore veneto, lo ha fatto interrompendo un processo virtuoso dal punto di vista economico, che deve essere recuperato quanto prima, nell’attesa di individuare i colpevoli della morte di Giulio, che a questo punto, anche l’Egitto ufficialmente vuole trovare.

Tradotto per chi vuole intendere “ok, le acque si sono calmate, i Servizi hanno fatto il loro sporco lavoro, l’ambasciatore è tornato, il ficcanaso purtroppo è morto, se serve un colpevole ce lo inventeremo, adesso smettiamola con le perdite di tempo che abbiamo da lavorare”.

Tutto ciò ovviamente non citando minimamente il fatto che uno degli avvocati dei Regeni è tutt’ora in galera accusato di cospirazione contro lo stato, e che se i genitori di Giulio sono ancora in Egitto, dopo qualche altro anno di peregrinazioni alla ricerca di una verità che ben difficilmente verrà fuori, gli arriverà il patentino come guida turistica egiziana, perché la conoscenza dell’Egitto maturata nel frattempo non ce l’avranno neanche i Servizi di Al Sisi, che sono al 99% la causa reale della morte del Regeni.

La “mossa del cammello” mette di fatto Al Sisi  nelle condizioni di sfruttare due notevoli opportunità, alla quali nessuna verità potrà far rinunciare, a meno che venga costruita a tavolino, con la quale chiudere anche la facciata esteriore della vicenda in modo definitivo.

Accusare terzi ignoti permette ad Al Sisi e al suo paese di riguadagnare “la faccia” del partner economico e commerciale, quale l’Egitto vuole essere per l’Italia, togliendosi nel contempo il marchio di dittatura senza scrupoli che potrebbe ostacolare una normalizzazione di cui il turismo egiziano, ad esempio, ha un gran bisogno, dove una notevole fetta dei fatturati di località quali Sharm, Urgada, Marsa Alam e i siti archeologici veniva da clientela italiana, che potrà tornare solo a fronte di una credibile normalizzazione.

Per il resto, l’unico tassello mancante è vedere chi sarà, se ci sarà, e quando verrà indicato, il capro espiatorio dato in pasto all’opinione pubblica, con la punizione del quale saranno gli archivi ad avere l’ultima parola sulla vicenda, e la lunghissima partita a scacchi sulla pelle di Giulio Regeni potrà dirsi terminata.

Buona giornata

L’impertinente

 

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