Cronaca – Premio Nobel alla vittima

Don Lorenzo Guidotti – Premio Nobel alla vittima

Don Lorenzo Guidotti è finito nel tritacarne mediatico perché accusato di avere detto alla vittima dello stupro “te la sei cercata, adesso perché vorresti pietà?”

Probabilmente, come spesso negli ultimi tempi, vale la legge che per fare notizia bisogna dire qualcosa di scomodo, ma in questo caso non è don Guidotti a dire la cosa scomoda, quanto quelli che hanno voluto creare la notizia del “disprezzo per la vittima” invece della condanna agli stupratori.

Andiamo per ordine, se non altro cronologico:

  • In piazza Verdi a Bologna c’è un giro di extracomunitari prevalentemente nordafricani che gestiscono un traffico di stupefacenti, probabilmente tollerato, sicuramente non perseguito dall’amministrazione della città, anche perché ormai tentare di fare la voce grossa con un immigrato, anche se delinque, vuol dire trovarsi denunciati da una mezza dozzina di organizzazioni di tutela degli stessi e diventare automaticamente nazisti.
  • La fanciulla, poi divenuta vittima, aveva tutto il diritto di andare in piazza Verdi, ubriacarsi con chi le pare e andare via in compagnia del diavolo in persona, se avesse ritenuto di farlo.
  • Aveva anche il diritto di illudere un maghrebino arrapato di voler fare sesso con lui, salvo poi avere il diritto, senz’altro dubbio o messa in discussione, di sottrarsi a qualunque fase del rapporto sessuale stesse verificandosi, dall’inizio (non farlo iniziare) a cambiare idea ( esci da lì che non mi diverto più), alla fine (scopi che fai schifo).

Ecco, la fanciulla era assolutamente consapevole di tutti i suoi diritti e come tale si è comportata, frequentando l’ambientino borderline di Piazza Verdi, bevendo e ubriacandosi in compagnia degli amici nordafricani, andando via con uno di loro per farsi accompagnare a casa o chissà cos’altro si stessero raccontando quando si sono allontanati e lei non era ancora vittima.

Peccato che lui, probabilmente non abbastanza consapevole dei diritti di lei, di fronte a qualche disorientante cambiamento di comportamento, non contemplato nel vademecum del perfetto tribeman (gentiluomo della tribù) in trasferta europea, ha pensato di provarci non sapendo che, qui da noi, una lei  ha il diritto di decidere che non le stava bene anche dopo averlo fatto, perché in realtà non c’è modo di dimostrare che lo volesse, meno che mai da ubriaca, ed ha seguito un probabile metodo “tribù africana”, quale unico modello di comportamento a cui fare riferimento nella propria evoluta cultura.

E don Guidotti, il perfido prete antifemminista, si è permesso di far presente che andare volontariamente a fare il bagno tra i Piranha, ci sono 99 probabilità su 100 di finire masticati, o nel caso della fanciulla, violentati.

L’errore di don Guidotti è stato il mettere la ragazza davanti alle proprie scelte, (senza per questo voler giustificare il gentleman che ne ha abusato), ma questo è secondario, perché fa sicuramente più notizia un prete che condanna una vittima, secondo l’interpretazione di chi ha voluto “costruire la notizia”, che non riportare l’ennesimo stupro di un immigrato che approfitta di una “ragazza ingenua”, ma con tanto spirito di avventura notturna e voglia di un po’ di “vita spericolata”, con i frequentatori abituali di un giro di pusher.

Bella gente che, peraltro, proprio in corsa per la nomina a Commendatore non mi pare di vedere, ma sarà perché io sono un po’ miope.

L’accademia di Svezia sta pensando di istituire un premio per levare dai pasticci i don Guidotti che da oggi in poi si troveranno a dover interagire con vittime di stupro, dove tutto è stato cercato per indurlo, tranne lo stupro stesso.

Il prestigioso premio sarà il Nobel per la Vittima di Retromarcia Tardiva, o per il Cambio Idea in Corso d’Atto (sessuale), magari per l’Indecisa Fuori Tempo Massimo, o una combinazione dei tre.

Così nessuno potrà  più accusare nessun’altro di non aver fatto il possibile per evitarsi lo stupro. Verrà premiato tutto e il  contrario di tutto, con buona pace di chi si inventa le notizie, che dovrà trovare altre idee, e di tutti i don Guidotti, che non avranno più bisogno di usare metafore di responsabilità per dare della cretina a una cretina.

Buona giornata

L’impertinente

 

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