Cronaca – Forever Young

Malcom Young degli AC/DC

Una ventata di rock’n roll sta arrivando in Paradiso, dove sembra che i riff di chitarra ad alto volume abbiano estimatori adeguati, almeno pari a quelli avuti sulla terra.

Le vendite di berrettini con le corna, sia pur ostacolate dalla censura locale che vede in ciò una pericolosa intrusione della concorrenza, sono decollate alla notizia del prossimo arrivo e, sulla quarta nuvola a sinistra dopo i cancelli, c’è una coda di fan in attesa di procurarsi un biglietto per la prima di “Back in blue”, recentissima versione celestiale di “Back in black”, cavallo di battaglia del novello “quasi cherubino”.

La crepitante chitarra di Malcom Young, fondatore degli AC/DC insieme al fratello Angus, icona del gruppo, è volata in cielo insieme al suo proprietario, da alcuni anni malato di demenza e complicazioni varie che hanno portato il 64 enne Malcom a trasferire i suoi prossimi impegni professionali al cospetto di San Pietro e, si spera, di ulteriore pubblico plaudente.

La categoria dei meno avvezzi alla cerimonia del concerto rock ha chiesto ed ottenuto una fornitura di tappi per le orecchie, sotto le occhiate di compatimento degli arcangeli che, si sa, abituati a combattere con ben altre minacce, vedono i prossimi show come una piacevole variante movimentata di un ambiente altrimenti un po’ troppo contemplativo.

A quelli sulla terra che rimangono ad ascoltare ancora una volta le sue strutture ritmiche provenienti da un cespuglio di capelli maleducati, rimane la consapevolezza che per essere “forever Young” bisogna chiamarsi così all’anagrafe e, nonostante la buonanima fosse tale, nemmeno a lui è stato risparmiato il trasferimento di stato, dopo averci illuso che essere gli AC/DC era la cosa più vicina all’eternità che il mondo del rock abbia mai avuto.

Speriamo per lui e per l’establishment del Paradiso dei musicisti che le nuvole riescano a trattenere nell’arena del locale rock stadium le fucilate sonore di “Shook me all night long”e, sicuramente, di “Highway to hell”, che magari sarebbero più apprezzate dall’originario ispiratore della corna di Angus, ma del quale non ci sentiamo di augurare a Malcom alcuna frequentazione.

Noi possiamo alzare il volume in suo ricordo e stappare una birra chiedendoci come ha fatto a tenere quei capelli fino all’età di 61 anni quando ha smesso di apparire in pubblico, mentre qui, alla prese con il commercialista e le cartelle di Equitalia, abbiamo perso i capelli secoli fa.

D’altra parte nessuno tra i depilati presenti ha mai fatto di cognome Young e di mestiere il chitarrista degli AC/DC: vuoi mettere la differenza?

Buona giornata

L’impertinente

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