Politica – Il Bersani inconcludente

Il Bersani inconcludente

Ci sono persone che, di fronte a qualunque argomento, srotolano con pacata ragionevolezza le motivazioni per le quali potersi sentire a favore o contro detto argomento, non assumendo mai una posizione che permetta di capire come la pensano e se di fronte a una delle due possibilità, essere a favore o contro, vogliano fare qualcosa per sviluppare o ostacolare dette ragioni.

Il problema è che se queste persone sono politici di primo piano, si assiste ad argomentazioni di questo genere:

  • Disoccupazione: è un problema per molti di quelli che non hanno prospettive per il futuro e soprattutto per coloro che nell’immediato non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, tuttavia lascia molto tempo libero a quelli che proprio tanta voglia di lavorare non ce l’hanno e, se se lo possono permettere, hanno la possibilità di dedicarsi ad altre attività non remunerative ma altrettanto divertenti, quali smacchiare i giaguari, pettinare le bambole e spulciare le scimmie.

O magari

  • Debito pubblico a 2300 miliardi: è un dato di fatto che è un po’ alto, ma finché la barca và, vuol dire che riusciamo a tenerla a galla, e se la teniamo a galla vuol dire che proprio così male non và, per cui speriamo di poter iniziare a ridurlo ma tutto sommato adesso abbiamo problemi più importanti.

Altrimenti

  • Sono ormai 7 anni che gli italiani non eleggono più un governo e questo vuol dire che se nonostante tutto siamo ancora qui è perché chi c’è stato prima non ha fatto grandi disastri. Poi se vogliamo dar retta a tutti quelli che dicono che in Italia la democrazia è stata eliminata in favore della dittatura di Napolitano, allora che ci vengano a dire come mai abbiamo il Pil più alto di quasi il 2%.

Ecco, questo è il tenore dell’intervista rilasciata da Pierluigi Bersani a Lucia Annunziata nella trasmissione Rai del 18/11/2017, alla quale vorrei aggiungere una considerazione.

Dopo mezz’ora di nulla condito di aria fritta, mentre Berlusconi ha già ricominciato a battere la grancassa sulle pensioni minime a 1.000 €, Salvini a mettere il filo spinato sulle spiagge per non far entrare i migranti e Di Maio a paventare moralizzazioni del sistema per recuperare risorse da destinare a più utili impieghi, a sinistra Bersani sventola la bandiera del nullismo e lo lasciano andare a farlo in TV la domenica pomeriggio?

Una bella nomination per il premio cabarettista dell’anno e un contratto a Zelig fino a fine esistenza, così magari se qualcuno dei compagni di schieramento (quale?) ha intenzione di fare qualche proposta non troppo idiota o contraddittoria, non se la trova vanificata dalla luminosa chiarezza di idee dell’ex segretario, che se è ex ha più motivi degli altri ex di esserlo.

Per il resto, se nella “marmellata rosa” della sinistra riescono a scegliere di mandare in TV tali fenomenali motivatori di folle, poi non si lamentino se le prossime elezioni saranno un affare a due tra il centrodestra e il M5S.

La retorica nullista di Bersani riuscirebbe a disorientare anche un GPS, figurarsi un elettorato ex comunista.

Buona giornata

L’impertinente

 

 

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